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Defi Pratesi, l’azienda licenzia 60 lavoratrici

La famosa ditta di biancheria per la casa, che ha ceduto il marchio in America, ha attivato le procedure di mobilità. I sindacati lanciano l’Sos alla Regione

CASALGUIDI. Cinque giorni fa, nell’incontro in Regione, Cgil Cisl e Uil informavano l’assessore alle Attività produttive Gianfranco Simoncini e il sindaco di Serravalle Piero Lunardi di aver sollecitato un nuovo incontro con Federico Pratesi, titolare della Defi Pratesi, ex Casatex. Ditta di biancheria per la casa con decenni di tradizione, lustro e clienti vip alle spalle, ma il cui marchio è stato ceduto poche settimane fa alla società americana J2 Brands Group.

Volevano chiedere, i sindacati, rassicurazioni sul piano industriale. Cinque giorni dopo, la doccia gelata. Era nell’aria, ma non per questo l’effetto è stato meno dirompente.

«La nuova proprietà – informano in una nota Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e Rsu Defi – ha annunciato l’attivazione della procedura di mobilità per tutte e 65 le dipendenti confluite in Casatex, con la sola esclusione di 5 finite in un’azienda commerciale».

In risposta alla richiesta d’incontro della scorsa settimana da parte del sindacato, che chiedeva conto delle prospettive aziendali e notizie in merito al pagamento della mensilità di marzo, Defi ha attivato la procedura per il licenziamento di tutte i dipendenti confluiti in Casatex con la sola esclusione di 5 approdati nell’azienda commerciale e creativa denominata Tre Righe.

«Per queste ragioni il sindacato e la Rsu – continua la nota – chiederanno alla Regione Toscana la convocazione di un tavolo in “plenaria” con lo scopo di comprendere realmente quale sia il piano industriale, ammesso a questo punto che esista, per quanto riguarda la continuità produttiva». Intanto, le lavoratrici saranno presenti al corteo del primo maggio a Pistoia, e una delegazione porterà la propria testimonianza alla manifestazione nazionale di Prato, dove saranno presenti i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil nazionali.

Il dramma, perché purtroppo di questo si parla, è iniziato quasi tre mesi fa. Scaduti i termini per il concordato il 6 febbraio, la storica azienda della famiglia Pratesi che produce biancheria per la casa, trapunte, spugne e forniture per la nautica ha ceduto il marchio alla J2 Brands Group. Un’operazione che permetterà il pagamento dei debiti e la chiusura del concordato. Le dipendenti – circa il 95% sono donne di età media intorno ai 45-50 anni – chiedevano garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali e della produzione nello stabilimento di via Montalbano. Ma l’intenzione degli americani (che hanno acquisito la rete commerciale internazionale targata Pratesi, 12 negozi tra Europa e Stati Uniti) è di lavorare sfruttando il marchio ed esternalizzando la produzione. Una strategia che non lascia spazi alle 60 dipendenti della Defi.

Tiziana Gori