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È Bamba il residente numero 81 delle Piastre

Pistoia, giovane rifugiato di origine gambiana adottato dall’intero paese: ora è un cittadino a tutti gli effetti

LE PIASTRE. Il grande cuore delle Piastre batte per Bamba Sowe. Il primo cittadino di origine gambiana con la residenza “piastrese”, e l’ottantunesimo nella piccola frazione montana del comune di Pistoia. Il ragazzo, appena ventuno anni, dopo tre passati nel centro di prima accoglienza dell’hotel Bellavista – gestito dalle cooperative Incontro e Arké – ha ottenuto il permesso umanitario e ha deciso di rimanere a vivere nel paese, richiedendo la residenza nella sua nuova casa. Un’abitazione sul fiume Reno, poco distante dall’abitato delle Piastre, che un paesano non ha esitato a mettergli a disposizione. Perché nella piccola frazione, tutti conoscono Bamba e tutti gli vogliono bene.

Nel lungo periodo di attesa per una risposta in merito al permesso di soggiorno, l’intero borgo ha fatto il tifo per lui. Una gara di solidarietà a trovargli un lavoro per garantirgli un orario part-time utile a dimostrare il suo impegno, la sua voglia di integrarsi. Un supporto che alla fine ha dato i suoi frutti, perché Bamba – con i suoi tre contratti e un totale di venticinque ore lavorative – ce l’ha fatta e ora può iniziare a costruire il suo futuro.

Giardiniere a Torbecchia, fattore a Castello di Cireglio e “tuttofare” alle Piastre, il ragazzo racconta di aver trovato una «grande famiglia» in paese. Per strada e al bar è una gara a chiamarlo, e lui scherza con tutti. Le persone lo invitano a pranzo e a cena. I piatti preferiti? Spaghetti all’olio con il parmigiano e la pizza con le cipolle. «Bamba si è fatto accogliere e ben volere da tutti, sin da subito – racconta Luciana Ferrari della Pro Loco delle Piastre – Sempre sorridente e disponibile a dare una mano quando ce n’è bisogno. Se lo merita quel permesso, e siamo felici che abbia deciso di rimanere a vivere qui, perché rappresenta un valore aggiunto per il paese».

Orfano di madre e di padre, il giovane è fuggito dalla città di Bikama, in Gambia, nel 2013 e il suo viaggio fino a Napoli è durato un anno e tre mesi. Inizialmente ospite di un Cas a Pescia, nel novembre del 2014 è stato poi trasferito alle Piastre. Nell’hotel Bellavista è stato tra i primi ad arrivare, quando ancora in paese la diffidenza per i migranti era tanta.

«Il primo impatto non è stato semplice» raccontano Donata Carradori, coordinatrice dei Cas della cooperativa Incontro, ed Enrica Fragai, referente della struttura Bellavista. Ma Bamba “ha rotto il ghiaccio” con tutti, imparando subito l’italiano. Dalla partecipazione al Campionato della Bugia al taglio della legna per l’inverno, passando per il volontariato che il giovane ha sempre svolto con il sorriso, Bamba – per tutti – è diventato come uno di casa. Tanto che, addirittura, una famiglia del paese si era anche proposta di adottarlo. Manca ancora un tassello, però, nella sua vita. Ritrovare

la sorella, di un anno più grande, fuggita a diciotto anni dal Gambia, poco prima di lui. Non ha sue notizie dal giorno della sua partenza.

«Potrebbe essere ancora in Libia – dice – A volte faccio brutti pensieri. Vorrei sapere dov’è e portarla qui alle Piastre con me».

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