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Palasport, il Comune ora vuole la deroga

Tomasi: il PalaCarrara non può arrivare a 5.000 posti. La Federazione parli chiaro

PISTOIA. «Siamo coscienti che non riusciremo mai ad arrivare ad un PalaCarrara con 5.000 posti». Firmato Alessandro Tomasi, sindaco in carica. Detta così, la diatriba fra Comune e Pistoia Basket – ritornata fuori dopo la sparata di lunedì mattina del presidente biancorosso Roberto Maltinti che chiedeva lumi a Palazzo di Giano su cosa si intende fare della principale realtà sportiva cittadina – sembrerebbe già chiusa. Nonostante che l’affermazione cozzi con le promesse fatte in campagna elettorale dal centrodestra che poi ha vinto le elezioni.

Invece di elementi ce ne sono per aprire la discussione e, soprattutto, «evitare una guerra fra poveri e mettere in mano ad altre città armi contro Pistoia»: la pensa così il sindaco Alche, assieme all'assessore allo sport Gabriele Magni, ha convocato una conferenza stampa per rispondere a quanto tuonato l’altro ieri da via Fermi.

Il documento alla Fip. «La lettera è stata inviata il 26 marzo - dice il sindaco - nella quale si chiede una deroga per la prossima stagione sempre con lo stesso numero di spettatori, ovvero 3.993. Vediamo cosa risponderanno. Sulle provocazioni di Roberto (Maltinti, ndr) lo so com'è fatto e la sua indole: fa parte del carattere ma da parte nostra non c'è nessuna preclusione e, se c'è stato un difetto di comunicazione, me ne scuso».

I progetti. Se è vero che la Fip ha inviato al Pistoia Basket una lettera nella quale si dice che ha ricevuto comunicazione dal Comune che è impossibilitato ad attuare un progetto da 5.000 posti sul PalaCarrara, è altrettanto vero che gli attori in campo non sono rimasti fermi. «Tramite i nostri tecnici sono stati fatti due studi - dice Alessandro Tomasi facendo vedere progetti ed incartamenti ai giornalisti - uno per la capienza a 4.251 posti, che è quello più veritiero, e l'altro a 4.559 posti. Il percorso è stato seguito anche dal tecnico di parte della società che ha ipotizzato di stare sulle 4.800 sedute (comunque il restyling prevederebbe seggiolini dappertutto e non, come adesso, solo in tribuna, ndr). A questo punto la domanda va fatta alla Federazione: vi va bene anche così?Allora mettete nero su bianco e noi procediamo a trovare i circa 700.000 euro che servono e si può far partire i lavori. Perché, poi, non ci si può ritrovare a lavori finiti a farsi dire che comunque a 5.000 posti non ci siamo arrivati ed allora non va bene».

E qui che il sindaco dà corpo ai sospetti di molti sportivi. «Se l'unico intento della Fip è avere palazzetti da 5.001 posti a salire, allora dico alle società di Serie A che vadano ad incatenarsi di fronte alla Federazione perché è evidente che il disegno tracciato è un altro, visto che si precluderebbe, per poco più di 200 posti, ad una società certo di provincia ma sana, piena di tifosi e con tanti giovani al seguito, di continuare a stare nella categoria che ha conquistato sul campo».

I “giocatori” Per Tomasi ci sono tre protagonisti nella vicenda. «Io non dò colpi bassi - ammonisce - spesso sbaglio ma l'impegno dell'amministrazione su questo tema c'è: si fa il massimo senza poter far miracoli perché si sa bene che quell'impianto è finito avendo più di 30 anni. Nei prossimi mesi c'è da decidere la strada: il Comune è pronto ad impegnarsi con un piano triennale d'investimento,

la Federazione ci deve dire che gli può star bene anche una cifra più bassa dei 5.000. Ma il Pistoia Basket deve trovare una programmazione a lungo termine alla solidità societaria. Oppure c'è da percorrere la strada di fare un nuovo palasport con l'intervento dei privati».
 

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