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A scuola arrivano buste paga da un euro a dipendenti e insegnanti

Il paradossale caso di una cinquantina di dipendenti della scuola, risolto dopo settimane per l'itervento del sindacato

PISTOIA. Ritrovarsi di punto in bianco con una busta paga di un euro: è successo, nel mese di febbraio, a una cinquantina tra docenti e personale non docente, che si sono rivolti alla segreteria della Cisl scuola di Pistoia per risolvere l ’incredibile situazione.

«Ci sono volute settimane di intenso lavoro per comprendere cosa fosse successo. Involontariamente, erano stati caricati dei dati sbagliati dalla ragioneria del Provveditorato – spiega la segretaria della Cisl scuola di Pistoia, Catia Fagioli – Alla fine l’errore è stato riconosciuto e c’è l’impegno di risolvere la situazione già da aprile, sia sulle Cud (certificazioni uniche dei redditi Irpef, ndr) che per gli stipendi».

In pratica, per il caricamento sbagliato di valori, questi maestri, professori, collaboratori scolastici e personale amministrativo risultavano aver ricevuto stipendi molto più alti, facendo balzare l’aliquota Irpef al 38%. «Così, nelle buste paga di febbraio, si è prodotto un conguaglio Irpef non dovuto che ha portato gli stipendi ad essere azzerati, di un euro la maggior parte, di 20 euro in alcuni casi».

Sono stati i dipendenti stessi a rendersi conto di questa anomalia. La voce "conguaglio fiscale" li ha insospettiti, per tanto si sono rivolti subito al sindacato per ottenere chiarimenti e giustizia. Perché quei super-stipendi, chiaramente, nessuno li aveva visti in busta paga. Tanto più che anche il mese di marzo è stato oggetto di un analogo conguaglio. «Con l'aggravante – aggiunge Fagioli - che anche la Cud sarebbe risultata sbagliata».

Fagioli, con il supporto sindacale del segretario regionale Giovanni Vannucci e con il supporto legale dell'avvocato Nicola Da Settimo Passetti, ha portato avanti una complessa indagine, fino ad individuare il problema e a giungere alla soluzione sperata, interessando gli uffici della Ragioneria di Stato e della Ragioneria del Provveditorato. «Che si sono impegnati di concerto a rimediare all'errore commesso già dal mese di aprile – dice la segretaria – quindi saranno corrette anche le Cud e la situazione degli stipendi tornerà nella normalità. Rimarranno da restituire le due mensilità decuratate per errore».

In questa vicenda ad essere coinvolti sono stati dipendenti che - di media - hanno stipendi che si aggirano tra i 1.100 e i 1.300 euro, con situazioni variegate alle spalle (impegni familiari, figli da mandare a scuola, mutui, affitti da pagare). Trovarsi senza un’entrata - che non permette loro certo di arricchirsi - ha creato preoccupazioni rilevanti.

A questo si aggiunge una riflessione più generale, che la Cisl scuola fa: «Ci chiediamo se sia lecita, o quantomeno giusta, la totale decurtazione dello stipendio

ad un dipendente statale nel caso di un conguaglio fiscale dovuto e non come in questo caso, in cui i dipendenti avevano subito un errore. Un dipendente statale, anche qualora dovesse restituire del denaro allo Stato, non può essere lasciato con un euro in busta paga».
 

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