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Ex vigile del fuoco morto, arrestata la vedova

Pistoia, svolta nelle indagini: la donna è accusata di maltrattamenti aggravati dalla morte

PISTOIA. Svolta nelle indagini sulla morte del 55enne ex vigile del fuoco Antonio De Witt, trovato morto , sul pavimento della cameretta in cui dormiva, all’alba del 5 febbraio dello scorso anno. Con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della vittima, gli investigatori della Squadra mobile di Pistoia hanno arrestato la vedova, Marinova Bogdana Vesselinova, 50 anni. La polizia ha eseguito la misura di custodia cautelare agli arresti domiciliari disposta dal gip del tribunale su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Grieco, al termine di una lunga e difficile indagine.

La Procura di Pistoia ha contestato all'indagata il reato previsto e punito dall’articolo 572 comma 3° del codice penale, "poiché maltrattava il marito convivente sottoponendolo a sofferenze fisiche e morali, in modo continuativo ed abituale, attraverso una pluralità di condotte, tanto da cagionarne la morte nella tarda serata del 4 febbraio del 2017".

La condotta violenta, "caratterizzata da abitualità e da una pervicacia crudele, veniva posta in essere con progressione esponenziale nei giorni antecedenti il 4 febbraio del 2017 - contesta la procura -  giorni nei quali l’uomo veniva sottoposto a violenti pestaggi, anche facendo uso di oggetti atti ad offendere, riportando lesioni ecchimotiche in vastissime parti del corpo e ferite lacere contuse. La donna scientemente e consapevolmente, dopo aver posto in essere le condotte descritte, consapevole delle sue fragilissime condizioni fisiche,  abbandonava il marito per diverse ore. La morte sopraggiungeva quindi come epilogo dei maltrattamenti intesi come la somma delle continue violenze e dell’abbandono nella notte del 4 febbraio".

La misura cautelare è giunta a distanza di più di un anno: un tempo particolarmente lungo, dettato dalla necessità di raccogliere un quadro indiziario e probatorio il più completo possibile, vista la particolarità della vicenda e la gravità della contestazione.Le indagini hanno difatti comportato l’espletamento di più consulenze:

sia sulle cause della morte, sia sulle tracce di sangue ed il successivo sviluppo del Dna. La consulenza tecnica, depositata a fine novembre nelle mani del pm, ha permesso di ricostruire il quadro già sviluppato dalla Squadra mobile, diretta dal vicequestore Antonio Fusco.

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