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Pistoia, all’Inps parte la sperimentazione: code e proteste per gli orari ridotti

Tanti i pensionati imbufaliti: «È già la seconda mattina che vengo qui e che non concludo niente». La direttrice: «Lo scopo è quello di un servizio migliore incentivando la consulenza su appuntamento»

PISTOIA. Una mattinata all’insegna dell’attesa quella di ieri per i tanti pistoiesi che hanno varcato la soglia dell’Inps, soprattutto pensionati. Un cartello all’entrata della sede di viale Adua segnala variazioni di orario di alcuni sportelli a partire dal 1° febbraio scorso, ma dopo soltanto una settimana, i disagi per gli utenti sono ben visibili. Al servizio “assicurato/pensionato”, ad esempio, dove gli orari di apertura dell’apposito sportello sono adesso limitati a lunedì, martedì e giovedì dalle 8,30 alle 12,30.

Al primo piano della sede, un’ottantina di persone sono in fila da tempo, ad aspettare il proprio turno, altre se ne vanno esasperate dall’attesa, altre ancora si lamentano ad alta voce: «È una vergogna – commenta qualcuno scendendo le scale – Non è possibile dover aspettare così tanto, io me ne vado». Sono quasi tutte persone di una certa età quelle in fila ad attendere il proprio turno, dato che lo sportello più “gettonato” è quello delle pensioni.

«Bisogna venire qua ed aspettare una mattinata intera, mi dica lei se è possibile una cosa del genere – lamenta Sestilia Lenzi – Non c’è nemmeno uno sportello per noi anziani al quale rivolgersi. Io non ho studiato, mi hanno detto di comprare il cellulare perché ora si fa tutto con quello. Le sembra giusto? Dopo trent’anni di contributi ho solo una misera pensione e tutte queste complicazioni».

E mentre Sestilia parla, altre voci si levano in coro. C’è chi è in attesa già da due ore, chi è lì da un’ora soltanto e ha già 35 persone davanti. Insomma, una bella rottura di scatole per chi deve armarsi di tanta pazienza, oltre che di tempo da spendere.

«Io me ne vado – le parole di Maurizio Giovannelli – Sono pensionato, è già la seconda mattina che vengo qui e non concludo niente. Ho bisogno del cud e i computer non vanno, dice si siano bloccati. Tornerò domani mattina sperando di ottenere quello che mi serve».

«Vado via, c’è troppa confusione – le fa eco un’altra signora, che si allontana di fretta – È la prima volta che vengo ma non posso passare l’intera mattinata qui. Tornerò un’altra volta».

Secondo l’Inps, la diversa articolazione oraria degli sportelli, al momento solo in via sperimentale per tre mesi, dovrebbe garantire un servizio migliore all’utenza, incentivando la consulenza su appuntamento invece che una consulenza immediata. Un esperimento sulla pelle delle persone però.

«L’attività informativa è sempre la stessa, solo che dal 1° febbraio c’è una diversa articolazione oraria degli sportelli per la quale alcuni di essi hanno avuto delle riduzioni di orario – spiega Vittoria Ferrara, direttrice provinciale dell’Inps – È una sperimentazione di tre mesi però, poi vediamo se aggiustarla o meno. A me non sono arrivate segnalazioni o lamentele, per ora la situazione è andata bene. Poi è ovvio che ci possa essere qualche criticità quando c’è un cambiamento in atto, oltre al fatto che siamo ai primi del mese e che le giornate del lunedì e del giovedì sono quelle più affollate. Abbiamo avvertito subito del cambiamento anche patronati ed intermediari...».

La variazione di orario, continua

la dirigente, dovrebbe servire a migliorare il servizio e a canalizzare meglio l’utenza per dare le risposte di cui ha bisogno.

«Stiamo monitorando la situazione, il dato va verificato sui tre mesi di sperimentazione» conclude la dirigente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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