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Discarica del Cassero, annullato il no all’istanza di dissequestro

La Corte di Cassazione rinvia gli atti al Tribunale del riesame di Pistoia che dovrà nuovamente valutare la richiesta di togliere i sigilli all’impianto

CASALGUIDI. Per adesso non cambia nulla. I sigilli all’impianto restano. Ma gli avvocati lo considerano comunque un passo positivo verso la riapertura. La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio il provvedimento con cui il Tribunale del riesame di Pistoia aveva confermato l’ordinanza con cui il gip ha disposto il sequestro della discarica del Cassero.

Per capire il perché della decisione della suprema corte sarà necessario attendere il deposito della sentenza (potrebbe passare anche qualche settimana), tuttavia è certo che i giudici romani hanno ritenuto non condivisibili le motivazioni con cui il 24 marzo scorso il Tribunale del riesame aveva respinto il ricorso per ottenere il dissequestro presentato dal presidente di Pistoiambiente Alfio Fedi e dal direttore tecnico dell’impianto Michele Menichetti.

«Vedremo quali sono le indicazioni a cui il Tribunale del riesame dovrà attenersi nel rivalutare la questione – spiega l’avvocato Andrea Niccolai, che ha sostenuto il ricorso assieme al collega Fabio Celli – Può darsi che abbia ritenuto condivisibile la nostra tesi, ma questo non lo sapremo finché non sarà depositata la sentenza. Per adesso abbiamo solo il dispositivo. Comune è un passo sicuramente positivo per noi».

La discarica del Cassero è sotto sequestro – su richiesta del sostituto procuratore Luigi Boccia – dal 4 marzo 2017, nell’ambito dell’inchiesta aperta dopo il rogo divampato il 4 luglio precedente. Nel procedimento penale sono indagati il presidente Fedi e il direttore tecnico Menichetti, a cui il pm contesta di aver consentito che in discarica finissero rifiuti con concentrazioni di idrocarburi pesanti notevoli, o con polveri di alluminio (che al contatto con l’acqua generano gas altamente infiammabili) che, per legge e in base all’autorizzazione ambientale, non avrebbero dovuto essere accolti.

Secondo i legali – a parte il fatto che le cause dell’incendio non sarebbero state accertate – la lettura che aveva dato il Tribunale del riesame delle norme vigenti in materia di conferimento dei rifiuti in discarica non solo non è applicabile ma è contraria alla normativa europea.

I giudici pistoiesi, invece, avevano sostenuto che anche se non è stato dimostrato che ciò è stato la causa dell’incendio, fino al 4 luglio 2016 all’interno della discarica del Cassero erano finite decine di tonnellate di rifiuti che i gestori non avrebbero dovuto accettare. Con una violazione della legge che era sempre in atto quando, per impedire la reiterazione dei reati ipotizzati dalla procura, il 4 marzo successivo il gip aveva messo sotto sequestro l’impianto.

Il tribunale del riesame, presieduto da Roberto Tredici, con a latere i giudici Jacqueline Magi e Gianluca Mancuso, se non su quello relativo all’incendio, aveva puntato il dito su altri profili di colpa attribuibili al gestore della discarica. In particolare, per quanto riguarda il conferimento nell’impianto di rifiuti provenienti non da singole attività produttive (generati cioè nel corso del medesimo processo), ma da altri impianti di smaltimento, in cui vengono trattati e mischiati gli scarti provenienti da più aziende. Carichi su carichi arrivati al Cassero senza essere accompagnati da una descrizione analitica della caratteristiche di ciò che c’era di volta in volta nei cassoni dei camion, bensì con la sola prova di laboratorio svolta

una volta l’anno dal produttore.

Secondo gli avvocati, una colpa nel caso attribuibile a chi ha inviato quei rifiuti al Cassero. Ma non per il tribunale, che aveva sostenuto come per tali rifiuti debbano essere determinate le caratteristiche di ogni lotto.
 

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