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Famiglie in trincea a Pistoia: la scuola materna resti comunale

Mobilitazione a Santomoro per la materna, che dovrebbe passare alla gestione statale. «Ma così è come chiuderla»

PISTOIA. «Così ci tolgono il cuore». È un’intera comunità quella che si stringe a scudo in difesa della scuola dell’infanzia comunale Lo Scoiattolo di Santomoro, dopo la proposta, al vaglio di Palazzo di Giano, di passarne la gestione allo Stato. Una notizia arrivata direttamente dal dirigente comunale e che, da qualche settimana, preoccupa i genitori dei 37 bambini che la frequentano. Ma, più in generale, tutto il paese, che al rischio di “perdere” la loro scuola comunale non ci vogliono nemmeno pensare.

Perché allo Scoiattolo le lezioni, oltre che in aula, si fanno in strada e nel bosco. E con una gestione statale, dicono «tutto questo scomparirebbe, semplicemente perché certe attività non sono ammesse». Per questo la mobilitazione nella frazione è già cominciata. E per domenica 14 gennaio alle 18 è convocata un’assemblea pubblica nei locali della Casa del popolo di Santomoro, dove saranno raccolte le firme per una petizione da presentare al sindaco Tomasi contro la statalizzazione della “scuolina”, come la chiamano i paesani, a servizio di tutta la Valle delle Buri. A coordinare la protesta il comitato di gestione della scuola, formato dai genitori – tra i rappresentanti Chiara Vitali, Linda Sforzi e Giulia Borchi - e Francesca Matteoni, responsabile del Centro sociale del paese che, insieme alla scuola e al circolo, è il cuore pulsante di Santomoro.

Ma perché questa levata di scudi in difesa di una scuola di paese? Semplice, rispondono in coro i suoi abitanti. «Questa scuola comunale è la scuola di tutti, e questi bambini sono i bambini di tutti. Con le regole di una scuola statale tutto questo andrebbe perduto». Addio alle gite nelle aie guidati da Valentino il “Postino di Babbo Natale”, addio alle attività creative e di lettura svolte nelle stanze e nella biblioteca del vicino centro sociale. Addio anche a “La serata dei racconti” che vede coinvolti anche tutti gli abitanti del paese.

«La notizia della volontà del Comune di statalizzare Lo Scoiattolo è una pugnalata – commenta Matteoni - Non perché il passaggio allo Stato sia un male in sé, non ne discuto certo la bontà delle regole, ma perché per un paese di collina come Santomoro, già alla periferia di Pistoia, la gestione della scuola deve rimanere il più possibile vicina al territorio». «Lo Scoiattolo – spiega Vitali -, grazie alla gestione comunale, è un luogo dove si coltivano i legami di tutto il paese. Se passasse allo Stato si spersonalizzerebbe la scuola e si perderebbero tutte le meravigliose attività con cui stanno crescendo i nostri figli». Ci sono persino genitori che quella scuola l'hanno scelta, pur avendone altre più vicine,

come Giulia Borchi, e chi come Linda Sforzi, che abita a Santomoro da qualche anno, ha cominciato a sentirsi «davvero parte della comunità» da quando la figlia la frequenta. «Statalizzare questa scuola - sentenzia Alberto Berti, "nonno" di tutti - è come chiuderla».
 

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