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Nuotatori pistoiesi senza piscina, pronti a lasciare la città

Con un palmares di medaglie mondiali ed europee gli atleti della società sportiva da anni aspettano un impianto dove allenarsi. E le spese sono sempre di più

PISTOIA. «Siamo rimasti l’unica realtà sportiva pistoiese a non avere diritto di cittadinanza. I nostri atleti hanno gareggiato e gareggiano in tutto il mondo ma Pistoia c’è preclusa per la mancanza di un impianto omologato e dignitoso. I nostri nuotatori non hanno mai avuto la soddisfazione di gareggiare davanti a un pubblico amico e chissà se mai ne avranno la possibilità. Si dice che la speranza sia l’ultima a morire: ebbene la nostra è ormai moribonda e, senza speranza, tutto finisce».

Parole amare quelle di Giancarlo Lotti, presidente della Nuotatori Pistoiesi, società plurimedagliata a livello mondiale, che ha insegnato a nuotare a tanti i pistoiesi. Provincia e Comune non prendono un’iniziativa concreta e da anni stanno lasciando i Nuotatori Pistoiesi ad annaspare per restare a galla, in un impianto inadeguato e pure costoso.

«Aspettiamo ancora che vengano ridotte le quote d’uso della piscina Boario, un rudere che chiamare piscina è quasi un eufemismo – prosegue – Sono le più alte pagate da uno sport a Pistoia, compresi gli sport professionistici: nemmeno si trattasse della piscina olimpionica tante volte promessa e mai realizzata. Queste quote sono ancora le stesse: inaccettabili e inarrivabili per una società con i nostri problemi».

Chiuse le piscine Fedi – a tempo indeterminato – il Boario ha un’unica vasca, di soli 25 metri, a ridosso della quale c’è un’impalcatura e alla quale, oramai, nessuno presta più attenzione. Questa piscina resta, però, l’unica fonte di sopravvivenza: «Paghiamo al Comune 30.000 euro di acqua l’anno, poi ci sono le spese per le trasferte e gli istruttori – spiega Lotti – Mentre le nostre entrate si sono ridotte: abbiamo dovuto diminuire il numero dei corsi di nuoto, perché allenamenti e corsi ora devono coesistere. A questo si aggiunga che non riusciamo a trovare uno sponsor perché non abbiamo una struttura dove poter organizzare degli eventi».

Prospettive all’orizzonte pare non ce ne siano. «La nuova giunta, nel piano triennale degli investimenti non ha scritto una parola sulla necessità di costruire una piscina comunale. Passano gli anni, cambiano gli amministratori ma per noi non cambia nulla – lamenta – La nostra società sta mietendo successi da anni. Atleti finalisti alle Olimpiadi, titoli europei, medaglie mondiali. Ma le piscine non solo non vengono costruite ma chiudono anche quelle già vecchie e obsolete esistenti. A Pistoia, gli spazi di agibilità per il nuoto negli ultimi anni si sono ridotti in modo direttamente proporzionale ai successi raggiunti dai nuotatori».

I giovani nuotatori hanno portato il nome della città in giro per il mondo. Sulle loro cuffie campeggia lo stemma di Pistoia. Ma per quanto ancora? «Se in tempi brevi non interviene un cambiamento positivo della situazione – conclude Lotti – ci troveremo costretti a chiudere l’attività agonistica e a indirizzare i nostri atleti in altre città. E questo, dopo anni e anni di crescita e di risultati entusiasmanti nel nome di Pistoia, sarebbe

una sconfitta per tutti e in primis per gli amministratori della città che non sono stati capaci di dare risposte concrete ai nostri atleti, alle loro famiglie, ai tecnici e ai dirigenti che in questa società hanno profuso impegno, entusiasmo e passione».


 

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