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Multe al semaforo, buona solo la prima

Decisione “apripista” del giudice di pace di Pistoia: accolto il ricorso di uno scooterista fotografato ben 10 volte in pochi giorni

PISTOIA. Pagherà solo una sanzione su sette Pier Paolo Ferri, che la scorsa estate era stato ripetutamente multato in sella  del suo scooter al semaforo tra via dei Pappagalli e via Matteotti, uno di quelli – contestatissimi – dotati della fotocamera che immortala coloro che, pur fermandosi al rosso, oltrepassano con le ruote posteriori la striscia bianca di arresto. Lo ha stabilito ieri mattina una sentenza del giudice di pace di Pistoia, Antonio Rotolo, che ha riconosciuto la buona fede del ricorrente, rappresentato dall’avvocato Marco Labate.

Visti i fatti, il giudice ha ritenuto che Ferri non avrebbe continuato a commettere la stessa infrazione se il Comune gli avesse notificato tempestivamente il verbale. Quindi, lo scooterista dovrà pagare solo la prima multa e non le successive perché c’è stata un’informazione tardiva.

Questa prima sentenza potrebbe fare giurisprudenza e, sicuramente, era molto attesa. Tanti cittadini si sono rivolti al giudice di pace o al prefetto di Pistoia ritenendo ingiusta la serie di multe prese questa estate a uno dei semafori dove erano state appena installate le telecamere ma senza i cartelli di avviso. Un’assenza fatale per molti che si sono resi conto di non aver rispettato il codice della strada solo con la notifica della contravvenzione, avvenuta spesso in prossimità dello scadere dei 90 giorni previsti per legge.

Nel mese di settembre, con il sollevarsi delle prime proteste dei cittadini, il Comune aveva provveduto a mettere i cartelli. Tuttavia, molte persone hanno deciso di rivolgersi a un legale, anche perché a rischio di sospensione della patente per il numero di multe accumulate e di punti decurtati. Tra i ricorsisti, Pier Paolo Ferri, che si era sempre fermato all’alt del semaforo ma, alcune volte, aveva oltrepassando la linea bianca con la ruota posteriore del suo scooter. Ignaro di commettere un’infrazione al codice della strada e della presenza della telecamera, ha finito per collezionare 10 multe. Per ciascuna delle quali è previsto il decurtamento di 2 punti dalla patente e il pagamento di circa 60 euro. Dopo aver pagato le prime tre, vedendo arrivare altri verbali, si è rivolto all’avvocato e ha presentato ricorso davanti al giudice di pace.

Ieri, la sentenza. Secondo il giudice, in Ferri mancava la volontà di commettere l’infrazione. Non solo. Il giudice, ricordando che una multa ha una funzione educativa e dissuasiva, ha sottolineato come il Comune, procrastinando le notifiche delle multe, non ha permesso subito a Ferri di esimersi dal reiterare quella infrazione. Per questo, su 7 multe, che avrebbero significato 14 punti decurtati e circa 420 euro di pena pecuniaria, Ferri dovrà pagarne solo una .

«Una sentenza che guarda all’interesse pubblico e del cittadino» ha detto l’avvocato Labate, e che avrà il suo peso sui prossimi ricorsi.

Almeno 4 sono in calendario nei

primi giorni di febbraio, sempre davanti al giudice Rotolo. In questo caso si tratta dei ricorsi presentati dall’avvocato Elena Baldi, tutti con cartelle di pagamento sospese temporaneamente dal giudice, in attesa della sentenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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