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Il Cespevi va all’asta ma col divieto di realizzarvi dei vivai

Pistoia, il 14 febbraio il tentativo di vendita dei beni del Centro sperimentale per il vivaismo. Nell’avviso lo stop a nuove serre

PISTOIA. Il Centro sperimentale per il vivaismo (Cespevi) andrà all’asta il 14 febbraio prossimo. E, per il momento, in un unico lotto, con prezzo base di 2,6 milioni di euro. Presentando un’offerta congrua, quindi, chi vorrà potrà portarsi a casa la proprietà su un’area di 245.625 metri quadri, completamente pianeggiante, tra la nuova Esselunga in via di completamento a nord della tangenziale, il futuro grande parcheggio scambiatore a sud della stazione ferroviaria e l’ospedale San Jacopo, un’area confinante tra l’altro con il bordo estremo della piana pistoiese coltivata a vivaio. Insomma, una posizione che definire strategica è poco.

Proprio per questo l’avviso di vendita si premura di precisare a chiare lettere che i grandi spazi del Cespevi non sono assolutamente utilizzabili per ampliare o creare un vivaio, a causa dei paletti piantati a suo tempo dal regolamento urbanistico comunale. Evidentemente in tutti questi anni una grande area libera come quella ha acceso gli appetiti, visti anche i prezzi stellari che hanno raggiunto i terreni utilizzabili a vivaio nella piana pistoiese.

L’area è quasi tutta a parco: solo in una piccola parte sorgono due edifici a un piano, che accolgono gli uffici del Centro, una sala riunioni, alcuni magazzini, e due serre. È praticamente tutto qui quello che resto del Centro sperimentale per il vivaismo, nato nel luglio 1981 con l’ambizioso obiettivo di fungere da laboratorio di ricerca, di sperimentazione e di consulenza per un mondo, come quello del vivaismo, che stava acquisendo allora proiezione internazionale e consapevolezza, almeno nei suoi principali operatori, del proprio peso economico.

Un presidio, questo doveva essere il Cespevi, per garantire che gli imprenditori pistoiesi fossero sempre in prima linea nella ricerca scientifica e tecnologica, senza dipendere troppo dai gandi centri dell’Europa del Nord, olandesi in prima fila.

Originariamente gli azionisti furono la Camera di commercio per la Caripit. Poi quest’ultima ha ceduto la sua partecipazione alla Fondazione Caripit. La Camera di commercio, invece, ha dovuto fare i conti con la normativa nazionale che spinge ad uscire dalle società partecipate. Insomma, fuori dell’ingresso del Centro, la Camera di commercio Per oltre due anni Camera di commercio, amministratore straordinario (il tecnicoi della Provicia Renato Ferretti).Alla fine e un gruppo di vivaisti ha cercato di creare le condizioni perché imprenditori privati del settore dessero vita ad un’offerta capace di ridare futuro al Cespevi . Sotto all’estremo tentativo, nel settembre scorso, ci aveva messo la faccia uno dei noti imprenditori del settore, Francesco Mati. Alla fine, però, tutti si sono dovuti arrendere di fronte all’indisponibilità del settore a fare, tutti insieme, la cosa giusta. E al liquidatore del Cespevi, Alessandro Michelotti di Pescia, non è rimasta altra strada che quella della vendita all’incanto.

E allora eccoci. La data scelta, come detto, è quella del 14 febbraio, festa degli innamorati. Per tutti, appuntamento proprio alla sede del Cespevi, in via Ciliegiole. Il lotto, come detto, è unico, ma la valutazione di stima effettuata dal geometra Massimiliano Paolini individua tre settori omogenei all’interno
delle proprietà Cespevi: la grande area di 147.000 metri quadri, destinata sostanzialmente a parco urbano; un’area più ristretta, con gli edifici, che si estendono su 78.812 metri quadri; e infine un piccolo spazio con le serre esistenti (poco meno di ventimila metri quadri).



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