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Officinae, da 25 anni dimora per l’arte

Officinae, da 25 anni dimora per l’arte

Corsi di ceramica, disegno, pittura: il maestro Vanni Melani festeggia le nozze d’argento con Agliana

AGLIANA. L’arte ad Agliana ha una sua dimora stabile da 25 anni alle Officinae di Vanni Melani, dove neofiti e professionisti hanno trovato un luogo dove potersi esprimere e un maestro che, negli anni, ha insegnato loro la tecnica e la storia dell’arte.

Un traguardo importante, raggiunto anche grazie al sostegno delle amministrazioni che si sono succedute ad Agliana, in anni nei quali la cultura è stata, spesso, la prima voce che alcuni Comuni sono andati a ritoccare. Nel laboratorio si insegnano varie tecniche: plastica ceramica, maiolica, disegno e pittura. «I corsisti vengono dal Pistoiese e anche da Prato e provincia di Firenze», racconta Melani che ha vissuto immerso nell’arte da quando è nato. Il padre era Vasco Melani, ultimo dei Futuristi (chiamato Cucciolo nella cerchia di Milano), indiscusso protagonista della vita culturale pistoiese del Novecento.

Alle Officinae le lezioni iniziano a settembre e finiscono a maggio, sei ore la settimana. Fatto fondamentale: chiunque può iniziare il corso quando vuole, in qualunque momento: «Anche un mese prima che chiuda il laboratorio», sottolinea Melani. In estate farebbe troppo caldo in questa grande aula, rilevata da un vecchio stanzone che noti subito passando in via Vittorio Bellini, sovrastato com’è da un bel bassorilievo dove sono rappresentate le arti: «L’ho fatto io con la manodopera dei corsisti». Insegnante dal 1963: «Alle scuole medie e medie superiori, in Italia e all’estero», Melani è un creativo. Un artista con opere diffuse in mezzo mondo. Una sua statua è nella chiesa di Saint Joseph a Washington, in memoria di quella 10ª Armata che passò anche da Pistoia. Un altro grande lavoro si trova, nella chiesa di Sant’Agostino a Ferrara: una Madonna in cotto di 3, 30 metri per 3, 60. Ha esposto in Nuova Zelanda, in Olanda, in Germania… Nel 1990 aveva fatto una mostra nella sua città, ad Agliana, dove ci fu l’incontro decisivo con l’architetto e assessore Cinzia Salvini che gli propose l’idea dei corsi. Un paio di anni dopo nacquero le Officinae: «Significa laboratori in latino – dice Melani – l’ho messo al plurale, quindi laboratori, perché mi sono detto: se scriverò officina, mi ci porteranno le automobili».

Critico verso un certo tipo di arte contemporanea – «piena di nulla e vuota di tutto», dice – una delle opere che apprezza sul territorio metropolitano è la Ruota di Karavan a Calenzano. Secondo Melani per un artista è fondamentale avere un background: «Conoscere il passato e avere una base di manualità – spiega – Poi, naturalmente, al centro di tutto sta l’idea». Fonte primaria della sua ispirazione è stata spesso la montagna: «Lì si impara la democrazia» dice. E a Sammommè si trova una delle sue opere più struggenti: il

Cristo della Montagna, del 1978. La croce è un olivo, il volto quello del padre Vasco. Per festeggiare i 25 anni di attività, Melani sta pensando di realizzare una grande mostra: «Con esposte le opere dei miei corsisti e non solo. Vorrei coinvolgere anche l’associazione Amici di Popigliano».

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