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Renzi contestato: rischiano il foglio di via da Pistoia

Comunicato l’avvio del procedimento a due “vittime del salvabanche” che venerdì 24 scesero in strada col loro striscione

PISTOIA. «Nessuno di noi ha fatto niente di male. Avevamo uno striscione con su scritto “Vittime del Salvabanche” ed eravamo sul marciapiede di via Pertini. Quando è arrivato il corteo di auto con il pulmino che trasportava Matteo Renzi, io sono sceso in strada passando sulle strisce pedonali. Abbiamo mostrato bene lo striscione. Poi un autista è sceso e mi ha spintonato per farmi togliere dalla strada. Quindici o venti minuti dopo, due persone in borghese, evidentemente due agenti della Digos, mi hanno chiesto i documenti. Soltanto a casa, poi, mi sono accorto che avevo dei lividi e la camiciola strappata. Insomma, i danni li ho subiti io».

Campigli (a sinistra) e Gazzarrini...
Campigli (a sinistra) e Gazzarrini (foto da Facebook


Moreno Gazzarrini, 59 anni, di San Miniato, ex dipendente di Equitalia e membro dell’associazione Vittime del salvabanche, la racconta così l’iniziativa di protesta che ha inscenato insieme a una decina di persone il 24 novembre scorso, a Pistoia, in occasione della visita del segretario Pd Matteo Renzi (per l’associazione, principale responsabile delle perdite subite dai risparmiatori ex Banca Etruria). Una protesta che ora rischia di fargli subire un foglio di via da Pistoia, il divieto di rimettere liberamente piede in città fino a tre anni.

Gazzarrini ha ricevuto la comunicazione di avvio del procedimento per il foglio di via dalla questura di Pistoia il 27 novembre scorso. Stessa sorte toccata ad Angiolino Campigli, 72 anni, di Lamporecchio, anche lui un veterano delle proteste degli ex correntisti di Banca Etruria. «A me – dice Campigli – i documenti li hanno addirittura chiesti prima che arrivasse il treno di Renzi. Glieli ho dati. Eravamo a metà strada tra la questura nuova e la stazione. Mi hanno detto di non andare nella stazione e di rimanere lì. Avevo con me un piccolo megafono e me lo hanno fatto posare sul muretto. L’ho ripreso solo dopo che tutto era successo».

La lettera della questura che i due hanno ricevuto (ma a manifestare venerdì 24 erano almeno una decina) è un atto dovuto: serve ad informare il cittadino che contro di lui è aperta una procedura che potrebbe portare all’emissione del foglio di via e che entro 10 giorni può presentare memorie e documenti per difendersi, in vista della decisione definitiva del questore. Nelle lettere si specifica che i due avrebbero posto in essere “comportamenti atti a turbare il regolare svolgimento della manifestazione” in occasione del “servizio di ordine e sicurezza pubblica del 24 novembre”.

«Ma in Italia non c’è l’articolo 17 che consente libertà di manifestare?» ribatte Gazzarrini, che di manifestazioni per difendere i diritti degli ex correntisti di Banca Etruria ne ha fatte a decine, ma che non nasconde di essere rimasto molto turbato dall’atto che gli è arrivato per posta da Pistoia.

«Io – aggiunge Campigli – a Pistoia ci sono continuamente, perché mi occupo di ciclismo. Come farei a stare lontano?».

Del rischio di foglio di via nei confronti dei due militanti dell’associazione Vittime del salvabanche si è occupato anche il presidente Adusbef Elio Lannutti, che non ha esitato a titolare “stato di polizia, fascismo vero” un post sull’argomento. Anche un deputato del Movimento 5 Stelle, il milanese Daniele Pesco, starebbe preparando un’interrogazione parlamentare sulla vicenda. Gazzarrini e Campigli sono seguiti da un avvocato pistoiese, che nei prossimi giorni preparerà le loro memorie difensive.

Dalla questura, intanto, si sottolinea che ovviamente non c’è nessuna intenzione di comprimere il sacrosanto diritto a manifestare la propria opinione. Il fatto è che Gazzarrini e Campigli, venerdì sera, hanno cercato di bloccare il corteo di Matteo Renzi e il dispositivo di sicurezza che era stato predisposto per l’occasione. Un comportamento che, secondo la questura, ha messo in pericolo l’incolumità degli stessi manifestanti, del personale di polizia e anche delle terze persone che si trovavano a passare da lì. E tutto questo nonostante che fosse stato loro chiesto di evitare iniziative plateali. Non solo: la questura sottolinea ancora che le lettere ricevute dai due sono comunicazioni di avvio di un procedimento che può sfociare in un foglio di via oppure no: a decidere sarà il questore di Pistoia, dopo aver letto le tesi difensive dei due “vittime del salvabanche”.

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