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Lucciole, gli scout invocano la linea dura contro i clienti

Da anni impegnati in strada a fianco delle prostitute sfruttate i ragazzi dell’Agesci chiederanno ai sindaci un’ordinanza stile Firenze anche per Pistoia e Montecatini

PISTOIA. Da tre anni gli scout dell’Agesci di Pistoia sono impegnati attivamente in una missione sociale e umanitaria contro la prostituzione coatta di ragazze arrivate con l’inganno in Italia, irretite con il miraggio di una vita migliore e costrette con la violenza a vendersi per strada. I giovani scout stanno portando avanti la loro battaglia su vari fronti. E ora andranno anche dai sindaci del territorio, partendo da quelli di Pistoia e di Montecatini Terme, per spingerli ad emanare un’ordinanza antiprostituzione sul modello adottato dal sindaco Nardella a Firenze, dove a finire nei guai (seri) sono i clienti.

Le iniziative degli scout pistoiesi contro la prostituzione coatta sono state presentate a Vignole giovedì sera, durante una serata organizzata dall’associazione culturale Agorà: “Per il ciclo di incontri Donne, non oggetti” ha spiegato la presidente Renata Fabbri. Nell’auditorium della Banca dell’Alta Toscana, il magistrato e responsabile scout Claudio Curreli e le giovani scout Giulia (clan Pistoia 1), Costanza e Ilaria (clan di Quarrata) hanno descritto un mondo disumano, snocciolando i numeri della vergona e raccontando le storie drammatiche di donne che hanno conosciuto. Il loro è stato anche un messaggio di speranza perché i traguardi che stanno raggiungendo è come se dicessero “c’è modo di aiutarle, c’è modo di fermare la mercificazione umana!”.

Le slide – proiettate e lette da Giulia e Ilaria durante la serata – hanno presentato un quadro drammatico: la tratta coinvolge il 69% degli esseri umani trafficati, il 95% sono donne e bambini. I dati sulla tratta di esseri umani a scopi di prostituzione della Comunità Papa Giovanni raccontano di 137 miliardi di euro generati, di 9.000 prestazioni a pagamento ogni anno, di padri di famiglia (tra i 40 e i 50 anni) che consumano 2 volte al mese: e sono loro il 77% dei clienti. «Come ha detto don Aldo Buonaiuto (erede di don Benzi, ndr) la prostituzione non è il mestiere ma la schifezza più antica del mondo» ha commentato Curreli.

Una “schifezza” contrastata attivamente dai ragazzi dell’Agesci pistoiese. I presìdi notturni sono forse l’iniziativa di maggior risalto mediatico. Ci sono poi il lavoro di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, gli incontri con i ragazzi delle scuole e la pressione che stanno esercitando a livello istituzionale affinché il parlamento ed i sindaci adottino provvedimenti efficaci.

«In Italia seguiamo un modello abolizionista introdotto con la legge Merlin, in paesi come l’Olanda un modello regolamentarista. Entrambi non si sono dimostrati efficaci e il parlamento europeo consiglia agli stati membri di adottare il modello proibizionista, che invece ha dato risultati nella lotta alla prostituzione. Adottato dalla Svezia nel 1999, esso va a colpire i clienti» spiega Claudio Curreli.

Ne hanno parlato anche con una scout oggi parlamentare: l’onorevole Caterina Bini. Ispirata
dal lavoro di questi ragazzi, la deputata ha presentato una proposta di riforma alla legge italiana sulla prostituzione: era riuscita a portarla in discussione per il novembre 2016 ma tutto si è impantanato a causa del referendum costituzionale ed è in attesa di essere ripresa.



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