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La variante Pallavicini verso il via libera finale

La maggioranza di centrodestra è orientata a non cambiare le scelte inserite dal sindaco Bertinelli su riduzione degli edifici e aumento degli spazi commerciali

PISTOIA. Torna sui tavoli del consiglio comunale l’annosa questione dell’area ex Pallavicini, con ogni probabilità per l’ultima volta. Martedì dovrebbe concludersi in commissione 2 l’esame delle osservazioni alla variante adottata il 23 gennaio scorso dal precedente consiglio, a maggioranza di centrosinistra. Ma nonostante il ribaltone politico del 25 giugno, la notizia è che la giunta Tomasi intende portare all’approvazione dell’assemblea la variante più o meno così come è stata licenziata a gennaio, nonostante che in quella occasione l’attuale sindaco e l’assessore Margherita Semplici avessero votato contro, mentre gli allora consiglieri di Forza Italia e oggi assessori Sabella e Celesti si fossero astenuti.

La variante adottata a gennaio riduce da 22.850 a 4.900 metri quadri le nuove costruzioni rispetto al precedente piano (approvato nel 2000), ampliando notevolmente gli spazi verdi. Ma prevede anche 4.800 metri quadri di commerciale, tre quarti dei quali nel già edificato Pallavicini Center: previsione prima assente ma richiesta con grande forza dai proprietari del centro direzionale, la Sirim Investimenti dell’avvocato immobiliarista Andrea Baldi. È chiaro che l’adozione della variante, a gennaio, ha creato delle aspettative nella Sirim Investimenti e nelle altre tre società proprietarie dell’area, per cui ingranare oggi la marcia indietro appare complesso.

Ma la divaricazione nella posizione del centrodestra tra gennaio ed oggi non è sfuggita al gruppo di opposizione Pistoia Sorride: su Facebook Roberto Bartoli si è già chiesto il perché di questo diverso atteggiamento, mentre il capogruppo Alessandro Cenerini critica la variante suggerendo di tagliare lo spazio per il commerciale e sostituirlo con abitazioni. In commissione il presidente Alberti (Pd) ha rivendicato al lavoro della precedente giunta la definizione della variante così com’è, sottolineando che si tratta di una soluzione equilibrata che fa l’interesse della città accogliendo, nei limiti del ragionevole, le richieste degli imprenditori.

Non la pensa così invece l’iscritto al Pd Riccardo Michelozzi,

che in un intervento pubblico apprezza la proposta di Cenerini, che eviterebbe la realizzazione di una “Fornaci commerciale” ma si dice anche deluso dal fatto che il Pd “non riesce nemmeno a balbettare una sua posizione in merito alla questione”.


 

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