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Presunta violenza sessuale nel centro di accoglienza di Abetone

I carabinieri sono intervenuti dopo una lite fra una ragazza nigeriana di 23 anni accompagnata dal marito residente a Prato e un residente nel centro, anche lui di nazionalità nigeriana, di 25 anni

ABETONE. I carabinieri della stazione e del Norm di San Marcello-Piteglio, sono intervenuti nel tardo pomeriggio venerdì 6 ottobre nel Centro di accoglienza per richiedenti asilo di via Brennero a Abetone, dove una ventitreenne di nazionalità nigeriana, ha denunciato di avere subito una violenza sessuale da parte di uno degli ospiti della struttura, un connazionale di venticinque anni. Da una prima ricostruzione dei fatti, la ragazza che è a sua volta ospite di un centro d’accoglienza di Pistoia, avrebbe conosciuto il connazionale nella stessa mattinata di venerdì a Pistoia e con lui, benchè estranea alla struttura della montagna pistoiese, si sarebbe introdotta abusivamente all’interno del centro dove sarebbe stata costretta a subire dallo stesso venticinquenne, un rapporto sessuale sotto la minaccia di un coltello. La ragazza dopo il fatto, che non avrebbe però riferito ai responsabili della struttura, i quali accortisi della sua presenza la invitavano ad allontanarsi, non avendo titolo a trattenersi, avrebbe avvisato telefonicamente il marito che da Prato è arrivato insieme ad alcuni conoscenti all’Abetone, insieme ai quali ha affrontato il presunto stupratore. Poiché la situazione minacciava di degenerare è stato richiesto l’intervento dei militari. Completamente diversa la versione del 25enne il quale ha riferito che la presunta violenza sarebbe stata inventata dalla giovane, stizzita per il mancato pagamento della prestazione sessuale pattuita. Non sono stati al momento acquisiti elementi, sia testimoniali che medico legali, tali da consentire l’adozione di provvedimenti nei confronti del venticinquenne. La ragazza, sottoposta

ad una prima serie di accertamenti presso il pronto soccorso dell’ospedale di San Marcello è stata poi trasferita al San Jacopo a Pistoia, dove è stato comunque avviato il protocollo rosa. Le indagini, coordinate dalla procura di Pistoia, proseguono per un completo accertamento dei fatti.

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