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Sì alla pace, no al razzismo la pioggia risparmia la Marcia

La cultura del “noi” protagonista della edizione numero 24 della manifestazione Presente don Biancalani con i “suoi” ragazzi. Ma i partecipanti non sono molti

AGLIANA. Il cielo minaccioso regge e, piano piano, piazza Gramsci, ad Agliana, si riempie e i colori delle bandiere arcobaleno e degli striscioni dei partecipanti alla 24° Marcia della Giustizia prendono il sopravvento. La partenza della manifestazione è scattata dopo le 18 di sabato 9 settembre. Tanto che le nuvole danno tregua e qualche raggio di sole illumina il volto di don Massimo Biancalani che accanto ad Antonio Vermigli, ideatore e anima della marcia Agliana- Quarrata- parla in diretta ai microfoni della RaiNews 24. Poco dopo il parroco di Vicofaro e Ramini sale sul palchetto allestito davanti alla chiesa di San Piero dove il sindaco di Agliana, Giacomo Mangoni, saluta i presenti.

Da semplice partecipante alla marcia, don Biancalani è diventato suo malgrado uno degli ospiti più attesi di questa edizione che all'arrivo a Quarrata vedrà gli interventi di don Luigi Ciotti, della teologa Antonietta Potente, del giornalista Giulietto Chiesa e di Mohamemd Ba, attore e mediatore culturale.

Insieme a don Massimo ci sono i "suoi" ragazzi, i richiedenti asilo ospitati proprio dalle sue parrocchie, che hanno fatto scandalo per una certa parte dell'opinione pubblica con le foto di una domenica- premio in piscina dopo l'attività di volontariato presso la festa dell'associazione "Amici di Francesco". Una foto corredata da quella frase scritta da don Biancalani "questa è la mia patria, i fascisti e i razzisti sono i miei nemici" con chiaro riferimento a parole dette più di 50 anni fa da don Lorenzo Milani, che i ragazzi riportano su uno striscione in testa alla marcia.

Di una partecipazione sentita, come risposta ai rigurgiti razzisti parla anche il sindaco Mangoni ripercorrendo un'estate costellata di episodi preoccupanti con datori di lavoro e strutture ricettive a rifiutare disabili, stranieri ed italiani dalla pelle scura. «Abbiamo voluto intitolare questa edizione "La cultura del noi"- dice Vermigli della rete Radiè Resh- perché è l'ora di crescere, di conoscere cosa c'è dietro a fenomeni come quello migratorio senza fermarsi a discorsi xenofobi. In giro per il mondo ci sono 60 milioni di italiani, un'altra Italia, ce lo ricordiamo?».

Alla partenza ci sono alcune centinaia di persone: scout, cooperative e associazioni che accolgono i migranti, c'è la Pistoia "antifascista e democratica" che ha sostenuto don Biancalani dopo l'attacco Matteo Salvini che lo definì "prete anti italiano" per le foto con i migranti in piscina.

I numeri record

della stagione dei social forum sembrano un ricordo ma Vermigli evidenzia che «non ci preoccupano i numeri, ma l'assenza di interesse della gente che invece con queste manifestazioni si confronta e si interroga. Per questo continuiamo con determinazione».


 

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