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Anche il Tar ora dice no al parcheggio di San Bartolomeo

La terza sentenza in sei anni sull'opera proposta dalla Napoletana Parcheggi dà ragione alla linea dell'ex sindaco Bertinelli

PISTOIA. La terza sentenza del Tar in sei anni sul parcheggio sotterraneo che dovrebbe essere realizzato a San Bartolomeo pronuncia quella che con ogni probabilità sarà la parola definitiva su questo progetto, per il quale si è tanto discusso e litigato in città. E la parola definitiva è un “no” chiaro e tondo alle richieste della Napoletana Parcheggi, la società per azioni che avrebbe dovuto realizzare e gestire l’opera da 126 posti auto su tre piani.

La sentenza è stata pubblicata pochi giorni fa sul sito web del Tar, a conclusione dell’udienza del 12 luglio scorso. In sostanza i giudici amministrativi fiorentini respingono il ricorso presentato dalla Napoletana Parcheggi contro la delibera 177 del novembre 2014 della giunta comunale, quella che bocciava per la seconda volta il progetto del parcheggio.

Delibera che, lo ricordiamo, lo stesso Tar aveva annullato nel 2015 ma che il Consiglio di stato, nell’agosto dell’anno successivo, aveva “risuscitato” clamorosamente, ridando forza all’opposizione sempre ribadita dalla giunta Bertinelli al progetto. E proprio in seguito a quella decisione del Consiglio di stato la Napoletana Parcheggi era tornata all’assalto, con l’ultima impugnativa, che ha portato alla sentenza dello scorso 12 luglio.

Complicatissima, come si può capire, la storia del braccio di ferro legale. Ma in sostanza, perché i giudici hanno ribadito il “no” ad una operazione urbanistica da otto milioni di euro, che prometteva di mettere oltre trecento posti auto a disposizione di una zona della città che – secondo molti – ne è al momento assai carente?

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La risposta si ritrova nella sentenza stessa e riprende le motivazioni che la giunta Bertinelli aveva espresso nella delibera di novembre 2014. Innanzitutto perché il regolamento urbanistico prevede in San Bartolomeo un parcheggio pubblico, mentre quello della Napoletana Parcheggi è largamente privato. Nel progetto, infatti, si prevedevano 77 box privati al primo livello, 92 posti auto pubblici e 24 box privati al secondo, 126 posti pubblici al terzo. Dalla vendita dei box privati la Napoletana Parcheggi avrebbe ricavato 1,5 milioni di euro. E poi perché il progetto della spa lascia in sostanza al Comune l’onere di risistemare la piazza, mentre l’idea del regolamento urbanistico prevedeva un coinvolgimento più consistente dell’operatore privato.

Sintetizzando brutalmente, la giunta Bertinelli sostenne nel novembre 2014 che il parcheggio a San Bartolomeo non era nell’interesse della città ma solo della Napoletana Parcheggi che l’avrebbe costruito. E il Tar, ora, dà ragione alla vecchia amministrazione.

Nel frattempo, però, la giunta di centrosinistra è stata travolta dal terremoto elettorale del 25 giugno e a Palazzo di Giano siede un altro sindaco, Alessandro Tomasi. La decisione del Tar imbarazzerà la nuova maggioranza? Guardando al passato, è probabile di no: il centrodestra ha sempre criticato Bertinelli nella vicenda San Bartolomeo per la strategia utilizzata, ma non per il “no” al parcheggio. E non è un caso che il programma elettorale di Tomasi nulla dica circa la questione. I sostenitori più decisi del progetto si ritrovano invece a sinistra: lo è sempre stato, ad esempio, Roberto Bartoli, ex Pd e oggi consigliere comunale di minoranza. Lo è stato apertamente (settembre 2015) il consigliere regionale Pd Massimo Baldi. Insomma, voci autorevoli del fronte renziano. E, fuori del consiglio comunale, lo hanno chiesto a gran voce Confcommercio e Cna.

Ora che la vicenda appare difficilmente suscettibile di essere riaperta (salvo clamorose sorprese, magari in sede di Consiglio di stato, se la sentenza verrà impugnata), resta comunque il problema dei posti auto nella zona a nord est del centro: può bastare il parcheggio dell’ex ospedale del Ceppo a contentare tutti?
 

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