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Il cuore si ferma, salvato da due medici a cena nello stesso ristorante

Marito e moglie, pistoiesi, erano a cena in un ristorante di Marina di Bibbona quando un cliente si è sentito male. Il loro pronto intervento è stato decisivo

MARINA DI BIBBONA. Il destino può portarti via in un attimo. Ma può anche regalarti una nuova vita. È quanto è successo mercoledì, a Marina di Bibbona, al ristorante Pineta di Luciano Zazzeri, in una tiepida sera di fine primavera. Un uomo di Lastra a Signa, a cena con la compagna, è stato colpito da un attacco cardiaco, è andato in arresto, ma è stato salvato dal pronto intervento di due medici pistoiesi, marito e moglie, rianimatore del 118 lui e cardiologo lei, che erano seduti nel tavolo accanto.

È successo alle 23,30 circa di mercoledì 31 maggio. La coppia, intorno ai 60 anni, aveva appena terminato di cenare e si era alzata per pagare. Fatti due passi, l’uomo è caduto a terra privo di sensi, la donna ha urlato. Subito sono accorsi Luciano Zazzeri e i suoi due camerieri e, pensando a un banale malore, gli hanno alzato le gambe. La situazione, invece, è apparsa subito assai più grave, perché l’uomo ha smesso di respirare. Subito è partita la chiamata al 118 ma, dal tavolo vicino, si sono alzati i due medici pistoiesi, Nicola Bertocci, dottore del 118 dell’ospedale di Pistoia e sua moglie Barbara Boni, cardiologa.

Il dottor Bertocci ha preso in mano la situazione e ha subito iniziato a praticare il massaggio cardiaco all’uomo a terra. Pochi minuti, movimenti sapienti e decisi e l’uomo di Lastra a Signa, tossendo, ha ripreso a respirare. Dopo pochi minuti è arrivata anche l’ambulanza che ha preso in carico il paziente, ormai stabilizzato, e l’ha portato all’ospedale di Cecina. Ieri stava meglio ed è stato dimesso. «Per fortuna c’erano il medico e sua moglie – racconta Luciano Zazzeri – in pochi minuti hanno risolto tutto, anche se l’ambulanza è stata comunque molto veloce».

Però l’intervento tempestivo del dottor Bertocci ha evitato guai più seri all’uomo di Lastra a Signa e forse gli ha anche salvato la vita. «Non ho fatto niente più del mio dovere – racconta il dottor Nicola Bertocci – Io e mia moglie, che è cardiologa, abbiamo capito subito che era qualcosa di serio e siamo intervenuti. Ho esperienza in queste situazioni e ho fatto quello che dovevo fare». Forse non si è trattato di un infarto, ma di un’aritmia: «La moglie dell’uomo ci ha detto che in passato aveva avuto problemi di ipertensione, ma mai patologie cardiache. Non era un infarto, ma l’arresto, sia pur breve,

c’è stato».

Le manovre fatte dal dottor Bertocci sono praticabili anche da persone comuni: «Le nozioni di primo soccorso possono salvare una vita, tanto che in molte nazioni, le procedure di primo intervento sono insegnate a scuola. Dovrebbero essere più diffuse anche da noi».

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