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Pistoia, caccia al piromane del centro storico  

Colto sul fatto da due testimoni prima di un incendio in via della Torre, dove è rimasto danneggiato un furgone

PISTOIA. Il piromane del centro storico è tornato a colpire. Lo ha fatto tre volte, ieri mattina, 18 aprile. Poco prima delle sette in piazza del Carmine, verso le undici e mezzo in via delle Mura Urbane, e un’oretta dopo in via della Torre, all’angolo con piazzetta Sozzifanti, dove è stato visto chiaramente da due testimoni. Che hanno confermato la descrizione già fatta la settimana scorsa da una donna che lo aveva scorto in via degli Armeni, in occasione dell’incendio di un cassonetto. Un’arma in più in mano a poliziotti e carabinieri, impegnati ormai in una vera e propria caccia all’uomo.

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Le pattuglie in servizio in città stanno cercando un uomo sui 40-45 anni, dall’aspetto trasandato, barba incolta. Ieri indossava un cappellino da muratore bianco e celeste, jeans chiari e un giubbotto beige. I tre nuovi roghi il piromane li ha appiccati a mucchi cartoni e a sacchi pieni di carta lasciati in strada in occasione della giornata di ritiro programmata nel calendario della raccolta differenziata. In piazza del Carmine (dove già aveva colpito due volte il 12 aprile), obiettivo dell’uomo sono stati dei cartoni accatastati accanto ai cassonetti. È stato un passante a dare l’allarme al 115. Accorsi sul posto, i vigili del fuoco hanno spento le fiamme in pochi secondi.
Il secondo intervento dei vigili del fuoco è stato in via delle Mura urbane, nei pressi dello stop che s’incontra nel dirigersi verso la Barriera. Anche qui, a bruciare, attorno alle undici e mezzo, i cartoni lasciati accanto ai cassonetti in vista della raccolta differenziata. Sono stati gli stessi cittadini che hanno chiamati il 115 a spengere con delle secchiate d’acqua l’incendio, prima dell’arrivo sul posto dei vigili del fuoco.
Che un’oretta dopo sono dovuti partire nuovamente, per intervenire in via della Torre, la stradina che da via Pacini, passando sotto un’arco, porta a piazzetta Sozzifanti, sul retro della cattedrale del San Zeno. Qui i danni più rilevanti, visto che i sacchi per la raccolta differenziata, pieni di giornali, erano infatti ammucchiati accanto al furgoncino di un’azienda: bruciati uno pneumatico e parte del parafango anteriore.
È stata in questa occasione che il piromane è stato visto in azione. «Stavo parlando con un conoscente – racconta un giovane residente della via – quando, all’angolo di via dei Bacchettoni, abbiamo visto quest’uomo che con un accendino dava fuoco a un pezzo di carta che aveva in mano. Ci siamo avvicinati per chiedergli cosa stesse facendo. Lui ci ha squadrati, ha gettato la carta dentro a una scatola di cartone che era a terra e se n’è andato in un vicolo. Lì per lì non ci abbiamo fatto caso. Poi sono andato alle Poste e quando sono uscito l’ho incrociato che camminava tranquillamente in via Cavour. E quando sono arrivato in via della Torre stava bruciando tutto».
Dopo aver dato fuoco ai sacchi pieni di carta, il piromane aveva probabilmente percorso via Pacini per poi imboccare via Palestro e via Cavour.
«Aveva sui 40-45 anni – spiega il giovane – con un aspetto trasandato, con la barba incolta. Robusto, circa un metro e settantacinque di altezza, aveva in testa un cappellino da muratore celeste e bianco, di quelli piatti sopra, con la tesa che gira intorno...».
I precedenti. Il 12 aprile il piromane aveva colpito cinque volte: due bidoni della raccolta differenziata in piazzetta delle Scuole Normali; un cassonetto prima e un cestino poi in piazza del Carmine; un sacco della spazzatura in via Tomba; e, l’episodio più preoccupante, in via del Ceppo, dove ad essere data alle fiamme era stata la porta d’ingresso di un fondo adibito ad abitazione.
La sera del 5 aprile, l’incendio sullo Sdrucciolo del Castellare, con dei rifiuti ammucchiati a ridosso della porta secondaria dell’antica chiesa di San Jacopo. Un’oretta dopo, a bruciare erano stati dei sacchi di rifiuti in via della Posta Vecchia. E, nella nottata, un cassonetto in via del Molinuzzo. L’episodio più eclatante, all’alba di due giorni dopo, con l’incendio appiccato al cantiere edile sul retro del Battistero di piazza del Duomo.
Massimo Donati

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