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Discarica in riva alla Brana nel vivaio abbandonato

Un angolo di città dove regna il degrado, a ridosso delle antiche Mura urbane L’area è destinata ad essere lasciata libera. Il Comune assicura: interverremo

PISTOIA. Fino a quel 5 novembre 2012, quando la Brana uscì fuori dagli argini ai cimiteri, la società Fiorini Vivai aveva funzionato regolarmente. Ma quella piena fece tanti e tali danni da costringere, di fatto, il vivaio a chiudere i battenti.

Da allora lo spicchio di terreno stretto tra il corso della Brana, i vecchi bastioni delle mura cittadine e la rampa che collega via dei Campisanti con viale Arcadia, ha vissuto uno stato di progressivo abbandono. Il vivaio è stato chiuso e sgomberato, ma da allora tutta l’area è diventata una sorta di discarica abusiva a cielo aperto. E oggi basta sporgersi dalle spallette di viale Arcadia per vedere che nell’area c’è un po’ di tutto. Accanto a mucchi di materiali edili ci sono mobili, elettrodomestici, oggetti di plastica di vario tipo, mentre sotto sono ben visibili le basi in muratura di una parte delle costruzioni che – fino al 2012 – costituivano parte integrante del vivaio. Insomma, una vera isola di degrado a ridosso delle mura urbane e sull’argine del torrente Brana, il che ne moltiplica la pericolosità, nel caso arrivasse una nuova piena. Un’emergenza più volte denunciata da alcuni abitanti e ripresa – nei giorni scorsi – da un articolo del quotidiano web “Report Pistoia”.

Di fatto la situazione è al momento fuori controllo: chiunque può fermarsi in via dei Campisanti e, attraversando la stretta passerella di fronte all’ex vivaio, raggiungere l’area e lasciarvi quello che vuole.

Il terreno è di proprietà privata, l’azienda Fiorini lo utilizzava pagando un affitto. Dovrebbe stare quindi al privato intervenire. Ma c’è da tener conto del fatto che l’area è in prossimità dell’alveo della Brana e che quindi non dovrebbe ospitare nessuna attività né tanto meno costruzioni. Secondo il regolamento urbanistico, la zona dovrebbe diventare un grande prato, dove la Brana, in caso di piena, sia libera di esondare senza danno. Insomma, qualunque tipo di attività vi venisse impiantata, sarebbe da considerarsi abusiva. Lo stesso vivaio Fiorini, come i vicini vivai Michelotti, erano finiti  nel mirino dei vigili urbani per una serie di violazioni.

Non c’è da stupirsi, insomma, che al momento nessuno sia intervenuto. E il Comune? Gli uffici competenti dicono di essere al corrente della situazione. Un avvio di procedimento – si assicura a Palazzo di Giano – era già stato notificato all’azienda Fiorini, che però ha sbaraccato l’area di sua iniziativa. Ora, vista la situazione, il Comune è pronto a riprendere la questione

in mano, con dei provvedimenti che costringano i responsabili ad intervenire. E non sarebbe male che il tutto avvenisse rapidamente: anche se la Brana non rischia di esondare nei prossimi mesi, quella specie di discarica sotto le mura non è certo un bello spettacolo.

 

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