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Azienda agricola vittima di usura rischia di fallire per la burocrazia

Due magistrati hanno ritenuto fondate le accuse di tassi usurari ma da Roma non arrivano i fondi e intanto l’istanza fallimentare attivata dai creditori sta andando avanti in sede civile

PISTOIA. E’ una più che probabile vittima di usura ma non riesce ad accedere ai fondi stabiliti dalla legge a tutela proprio degli usurati e rischia di fallire. E’ questa l’amara realtà di un’azienda agricola di Pistoia che, se non arriveranno provvedimenti urgenti da Roma sarà dichiarata fallita prima ancora di vedersi riconoscere in sede penale di essere stata oggetto di usura da parte di una banca e di una società di leasing.

«Sussistono evidenze investigative e probatorie positive… in relazione ad alcuni conti correnti e per i mutui di interessi di natura usuraria» recita ill parere del sostituto procuratore della Repubblica di Pistoia, Luciano Padula che per questo motivo ha concesso per la prima volta il 5 marzo scorso, all’azienda agricola, una sospensione di trecento giorni dei termini di scadenza «degli atti aventi efficacia esecutiva».

A questo provvedimento si è aggiunto il 12 agosto scorso quello del sostituto procuratore della Repubblica, Fabio Di Vizio, che ha a sua volta concesso una proroga di 300 giorni «dei termini di scadenza, ricadenti entro un anno dalla data dell’evento lesivo, degli adempimenti amministrativi e del pagamento dei ratei dei mutui bancari e ipotecari, nonché di ogni altro atto avente efficacia esecutiva». Lo stesso per gli adempimenti fiscali e per i termini di prescrizione o comportanti decadenze da qualsiasi diritto. Il sostituto Di Vizio però non ha accolto l’istanza di sospensione della procedura di fallimento che pende sulla stessa azienda agricola – su istanza di dipendenti e fornitori - ritenendo che «la sospensione a favore dei soggetti vittime di richieste usurarie vada a riferirsi solo ai crediti derivanti dal reato denunciato» e di fatto non pregiudicherebbe la doverosità del riscontro dell’insolvenza dell’imprenditore.

Secondo l’avvocato Claudio Defilippi del foro di Milano che segue il caso dell’azienda agricola pistoiese, la vicenda avrebbe dell’assurdo anche perché la situazione di instabilità economica dei suoi clienti deriverebbe proprio da quei tassi usurari che si sarebbe trovato a pagare nel tempo alla banca e alla società di leasing. «Il problema più grave però – dice l’avvocato Claudio Defilippi - nasce dal fatto che l’azienda agricola pur avendo avuto due pareri da due diversi pubblici ministeri sull’esistenza del fumus commissi delicti e avendo avuto parere favorevole alla richiesta di accesso al fondo di solidarietà per le vittime dell’usura come previsto dalla legge, a oggi non ha ricevuto un centesimo».

«Ci troviamo nella situazione per cui sotto il profilo penale potremmo arrivare ad una sentenza di condanna per usura della banca e della società di leasing che i miei clienti hanno denunciato – aggiunge Defilippi – E dall’altra che nel frattempo l’azienda venga dichiarata fallita. Mi piacerebbe sapere se quella legge dello Stato che prevede il fondo di solidarietà per le vittime dell’usura esiste oppure è solo carta straccia visto che ho altri casi del genere in tutta Italia e sono tutti nella stessa situazione». La legge prevede che alle vittime dell’usura venga messo a disposizione un finanziamento in parte a fondo perduto e in parte a interessi zero.

«E’ la Prefettura che gestisce la pratica» dice Loredana Ferrara, ex assessore della Provincia di Prato e responsabile nazionale dello sportello antiusura della Fondazione Caponnetto. Procedura confermata dal dirigente della Prefettura di Pistoia, Francesco Piano che senza entrare nello specifico ammette: «Le pratiche di questo genere vengono istruite da noi e una volta che sono completate, vengono inviate al commissario prefettizio a Roma che le esamina e se le ritiene degne mette a disposizione i fondi».

Il ritardo nel concedere i fondi in questo caso specifico prova a spiegarlo Loredana Ferrara: «E’ dallo scorso luglio che il posto del commissario prefettizio a Roma è vacante perché Santi Giuffrè che lo ricopriva dal 2014, è andato in pensione e al suo posto non è stato ancora nominato il sostituto – dice Loredana Ferrara – Il ritardo potrebbe derivare proprio da questo ed è molto grave visto che le vittime dell’usura potrebbero vedersi penalizzare ulteriormente dalla lentezza della burocrazia».

E poi Ferrara ricorda un altro caso che ha seguito su Pistoia e che invece è andato a buon fine. «In passato come Fondazione Caponnetto abbiamo seguito la proprietaria

di un negozio che era vittima di usura e nel frattempo le stava andando all’asta la propria abitazione – conclude Ferrara – Grazie al nostro intervento e all’esistenza di quella legge che prevede il finanziamento in parte a fondo perduto e in parte a tasso zero, è riuscita a salvare al casa».

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