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Addio ad Alfio Del Serra, restauratore dei capolavori degli Uffizi

E' morto a 85 anni uno dei più noti specialisti del mondo nel recupero di pitture su legno e tessuto. Giovedì 25 il funerale. Il ricordo del sindaco Bertinelli

PISTOIA. Grave perdita per il mondo dell'arte italiana. E' morto martedì 23 agosto alle 9 circa Alfio Del Serra. 85 anni, nato a Firenze ma pistoiese da sempre, fratello della poetessa Maura, Del Serra era uno dei più conosciuti e apprezzati restauratori del mondo, nel settore in particolare delle pitture su tela e su legno. Alcuni anni fa aveva dovuto interrompere la sua attività di restauratore a causa di un ictus cerebrale, che gli aveva tolto la possibilità di usare efficacemente le mani ma dal quale per il resto si era ben ripreso. Tanto che, nel febbraio del 2014, parecipò alla presentazione del suo libro "La vita del restauro - Ricordi e riflessioni critiche" alla libreria Lo Spazio di via dell'Ospizio. Fu la sua ultima apparizione pubblica. Il funerale del maestro Del Serra si svolgerà giovedì 25 agosto alle 10,30 nella chiesa di San Francesco. Ma già dal pomeriggio di martedì il feretro è stato composto nelle cappelle del commiato della Misericordia di via del Can Bianco ed è iniziato il mesto afflusso di parenti, amici e dei tanti che lo conoscevano di fama per un ultimo saluto.

Alfio Del Serra è notissimo per aver portato a termine il restauro di capolavori di Giotto, Cimabue, Botticelli, Leonardo, Donatello, solo per citarne alcuni. La sua attività è legata soprattutto al museo degli Uffizi, del quale ha restaurato una gran parte dei capolavori presenti. Un rapporto, quello con il grande museo fiorentino, che lo aveva visto in prima fila già nel 1966, tra gli "Angeli del fango" accorsi da tutto il mondo per salvare le opere d'arte dalla furia delle acque dell'Arno.

Seguirono anni di intenso lavoro, in cui Alfio Del Serra ebbe modo di applicare metodi di restauro innovativi, che puntavano a salvaguardare l'opera d'arte senza snaturarne il senso con interventi troppo invasivi. Famose, per questo, le sue polemiche con la cosiddetta "scuola inglese" del restauro e i suoi interventi, ritenuti troppo radicali. Lo stesso Del Serra ha dichiarato in passato che il restauro di maggior soddisfazione è stato quello della "Nascita di Venere" di Botticelli. Ma sulla copertina del suo libro, il maestro è ritratto con alle spalle la Maestà Ognissanti di Giotto.

A Pistoia Alfio Del Serra aveva portato a termine diversi interventi importanti. Tra questi, il recupero del grande crocefisso di Coppo di Marcovaldo, nella cattedrale di San Zeno, e la tela della Risurrezione di Cristofano Allori, alle spalle dell'altar maggiore della stessa chiesa.

A ricordare Alfio Del Serra è stato il sindaco Samuele Bertinelli con un comunicato diffuso martedì 23.

"La sua straordinaria competenza, internazionalmente riconosciuta, era pari solo alla sua riservatezza, ed alla passione, immensa, che ha sempre coltivato per l’arte e per il suo lavoro. In un’intervista di diversi anni fa, riflettendo sul suo impegno per il restauro della “Nascita di Venere” di Botticelli, ebbe a dire che “il cuore e la mente devono lavorare insieme. La mente per capire, il cuore per aderire”. Ed è così, con il cuore e con la mente, prima ancora che con le mani e gli strumenti del mestiere, che Del Serra ha riportato al loro originario splendore opere dal valore inestimabile, veri e propri patrimoni dell’intera umanità. Ha sempre saputo unire alla straordinaria conoscenza e abilità tecnica, un senso di profonda umiltà e di autentico rispetto per le opere e gli artisti con i quali, di volta in volta, si è misurato.

"Era un uomo corretto e generoso. Da giovane restauratore, nel 1966, fu tra gli “Angeli del fango”, che operarono nella Firenze in ginocchio per l’alluvione: anche in quella occasione contribuì a salvare dipinti e affreschi di raro valore, danneggiati dall’acqua.

"A Pistoia ha restituito, restaurate mirabilmente, alcune opere di fondamentale rilievo, quali il Crocefisso di Coppo di Marcovaldo e il dipinto della Resurrezione di Cristofano Allori, nella Cattedrale di San Zeno.

"Pistoia, oggi, si inchina tutta al cospetto di una vita che si compie, quella di un grande maestro, che certamente rimarrà nella storia cittadina e continuerà a vivere

a lungo nel cuore e nel ricordo di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo. Esprimo, anche a nome dell’intera Amministrazione comunale, le più sentite condoglianze alla moglie Franca, alla figlia Antonella, alla nipote Giulia, alla sorella Maura e a tutta la famiglia del maestro".

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