Quotidiani locali

Impianto di tana Termini, Legambiente in procura

Esposto dell’associazione ambientalista. Le testimonianze di residenti e commercianti: i turisti scappano per il puzzo

PITEGLIO. «Egregio signor Marcacci, la ringraziamo per la sua ospitalità, ma siamo costretti a non confermare le due settimane di prenotazione a causa del disgustoso odore che proviene dal vicino impianto di compostaggio». Luciano Marcacci, ripone la lettera del cliente, un ingegnere che doveva trascorrere le vacanze nella sua villetta di Popiglio trasformata in agriturismo e guarda con aria perplessa gli interlocutori. Dalle poltrone vicine Barbara Magni, titolare del B & B Scaccomatto, Marco Nesti, titolare del ristorante “Da Alino” e Giuseppe Biondi, quello che abita più vicino all’impianto di compostaggio di Tana Termini, annuiscono e rincarano la dose. «Lavoro a Tana Termini ma vivo a Vico Pancellorum - spiega Nesti - I cattivi odori arrivano sin là. Sa che qualcuno invece che Valle della Lima l’ha ribattezzata Valle dei puzzi?».

«Già ai tempi della nascita dell’impianto - ricorda Antonio Sessa, presidente del Circolo Legambiente Pistoia - facemmo presente com’era inopportuna la realizzazione di una struttura simile vicina agli argini del torrente Lima e del borgo di Lucchio, che d’estate stava richiamando tanti turisti. Ci preoccupavano gli odori, le esalazioni. Fu assicurato, sei anni fa, che non ci sarebbero stati problemi». Ora che le le promesse fatte sono state tradite agire è d’obbligo: «Intendiamo presentare un esposto in procura. Sarà il primo di Legambiente, dopo quello inoltrato dal Comitato dei residenti il 2 aprile. Il 28 giugno abbiamo un incontro con il difensore civico. Abbiamo richiesto l’accesso agli ultimi dati Arpat, dopodiché ci muoveremo con una richiesta danni nei confronti della Sistemi Biologici Srl, la società che gestisce l’impianto di compostaggio, per il 51% in mano al Cosea e per il 49% in mano ai privati».

L'inaugurazione dell'impianto, nel...
L'inaugurazione dell'impianto, nel giugno del 2010

Non la chiusura dell’impianto. Non è quella che chiede l’associazione ambientalista, ma il miglioramento delle condizioni all’interno dell’impianto, in modo da eliminare i cattivi odori e i rischi per la salute dei lavoratori (cinque) che vi sono impiegati e per i residenti della valle.

Legambiente chiede un’azione più convinta e sinergica degli attori che possono avere voce in capitolo con la Sistemi Biologici: Comune, Asl, Arpat. Sessa definisce tiepida l’ordinanza emessa nei giorni scorsi dal sindaco di Piteglio Luca Marmo. «Invita l’azienda alla pulizia dei piazzali e al rispetto delle procedure. Invita... No, serve qualcosa di più incisivo. Il gestore va diffidato, e se non si mette in regola va chiuso l’impianto. Perché un impianto così non è neanche giusto che resti aperto. I pericoli per la salute e i rischi di inquinamento delle acque della Lima sono confermati dalle analisi Asl e Arpat. Sono emerse negligenze sia nella pulizia degli scarichi che delle celle di compostaggio, oltre che nell’applicazione delle norme vigenti in materia di sicurezza e limitazione del degrado ambientale». «Purtroppo - concludono Sessa e Marcacci - la mancanza di coordinamento tra le autorità preposte al controllo ha persuaso l’azienda di poter restare impunita anche senza mettersi in regola, e lo sforamento delle emissioni è proseguito».

 

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Pistoia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

LE GUIDE DE ILMIOLIBRO

Corso gratuito di scrittura: come nascono le storie