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"Non ha bisogno di sparare ma la mafia c’è anche qui"

Mille in corteo per le vie di Pistoia: l’allarme dell’associazione Libera dal palco di piazza del Duomo nella giornata in memoria delle vittime della criminalità

PISTOIA. Un corteo colorato contro le mafie, scandito da testimonianze e interventi, e dalla lettura degli oltre 900 nomi delle vittime innocenti. Un migliaio di persone fra studenti delle scuole superiori e medie della provincia, associazioni e istituzioni hanno sfilato per le strade del centro storico di Pistoia in occasione della 21ª Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie “Ponti di memoria, luoghi di impegno”, promossa a livello nazionale dall’associazione Libera e Avviso pubblico e che si è svolta in contemporanea in altre mille città in tutta Italia. Il corteo pistoiese è partito dal giardino dedicato a Giuseppe Impastato, in via Ippolito Desideri, si è fermato per raccogliere interventi e testimonianze in piazza San Lorenzo, al parco intitolato ad Ilaria Alpi, e si è concluso sul palco di Piazza Duomo.

Un corteo scandito dalla lettura, da parte degli studenti delle scuole della provincia, degli oltre 900 nomi delle vittime delle mafie: comuni cittadini, magistrati, giornalisti, membri delle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali. Gli studenti delle scuole superiori hanno anche ricordato alcune figure: da Peppino Impastato a Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, fino a Lea Garofalo. Ad intervenire, fra gli altri, il prefetto Angelo Ciuni, Renzo Corsini dell’Anpi e il sostituto procuratore Claudio Curreli, presidente dell’Associazione nazionale magistrati Pistoia.

Ma a partecipare quest’anno, in tutta Italia, anche tanti familiari delle vittime innocenti delle mafie, in rappresentanza delle oltre 15.000 persone che hanno perso un loro caro per mano di organizzazioni criminali. A Pistoia, durante il corteo, è intervenuto con una sua testimonianza Gianfranco Di Tella, parente di don Peppe Diana, il parroco assassinato dalla camorra il 19 marzo del 1994. Il corteo si è concluso sul palco di piazza Duomo, dove hanno preso la parola anche due ragazzi richiedenti asilo, per ricordare le vittime del Mediterraneo. Una manifestazione, quella di ieri, per ricordare le vittime, per non dimenticare chi ancora oggi combatte contro le mafie. E per ricordare che “la mafia ci riguarda da vicino”.

Poliziotti alla manifestazione (foto...
Poliziotti alla manifestazione (foto Lorenzo Gori)

È proprio dello scorso febbraio la notizia che ha visto la provincia di Pistoia prima in Toscana per intensità di associazionismo criminale. Un dato rilevato dall’Indice di organizzazione criminale (Ioc) ed elaborato dall'Eurospes nell’ambito del quarto Rapporto agromafie. «Ci sono stati molti beni confiscati alle mafie proprio sul nostro territorio – spiega Alessandra Pastore, referente di Libera Pistoia – È un problema che ci riguarda da vicino, qui non hanno bisogno di sparare, ma non vuol dire che non ci siano». La presenza delle mafie qui passa attraverso attività illegali, droga, prostituzione, riciclaggio.

«Sono emozionata e felice, la risposta e la partecipazione del territorio che c'è stata non era scontata, da parte di istituzioni e società civile, hanno partecipato scuole superiori ma anche scuole medie da tutta la provincia, dalla montagna, dalla piana, dalla valdinievole, ma anche parrocchie, Diocesi, Cgil, Anpi e molte altre associazioni – conclude Pastore – Tante anche le amministrazioni comunali della provincia oltre a quella di Pistoia».

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