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Rifiuti, l’impianto puzza ma è pronto un giro di vite

Residenti e commercianti esasperati per l’odore dell’impianto di Tana Termini Il sindaco Marmo annuncia: il compost sui piazzali resterà al massimo 10 giorni

PITEGLIO. Regole più stringenti per la gestione del compost prodotto nell’impianto Sistemi biologici srl di Tana Termini. Ad annunciarle è il sindaco di Piteglio, Luca Marmo, che condivide il disagio espresso da molti cittadini ed esercenti commerciali per i cattivi odori emanati dall’impianto, situato al confine fra i Comuni di Piteglio e Bagni di Lucca e attivo da circa 5 anni.

«l problema si è acuito dallo scorso gennaio – spiega Marmo – ci sono stati diversi incontri tecnici, ma non sono state ancora individuate con esattezza le cause dei cattivi odori, sintomo tuttavia di qualcosa che non va. La società che gestisce l’impianto, formata per il 51% da Cosea e per le restanti quote da due soci privati, ribadisce che i parametri sono in regola. All’uscita del processo di trasformazione, il compost non puzza. Un’ipotesi è che il problema sia dovuto allo stoccaggio nel piazzale esterno per tempi troppo lunghi, cosa che innesca fenomeni di marcescenza. Al momento, passano anche una trentina di giorni prima che i camion arrivino a caricare i materiali. Essendo in corso l’iter per il rinnovo dei permessi all’esercizio dell’impianto – prosegue Marmo - la Provincia inserirà nella nuova autorizzazione (valida per 12 anni, ndr), regole più stringenti per la gestione del compost, fra cui l’obbligo di rimuoverlo dai piazzali entro 10 giorni. L’autorizzazione- aggiunge - detterà anche regole più precise per il controllo del parametro Ird (indice di respirazione dinamico). In passato, infatti, il prelievo fu fatto in modo errato. Ne risultò un valore di molto superiore ai limiti consentiti, sfociato in una causa legale tuttora in corso. Credo che questo impianto possa essere un’opportunità– conclude il sindaco – dà lavoro ad una decina di persone e diversi Comuni della Lucchesia, oltre a Piteglio e San Marcello, vi conferiscono già i rifiuti organici. A patto però che sia ben gestito, riducendo l’impatto per chi vive e opera nelle circostanze, anche se credo sia impossibile azzerarlo». L’odore nauseabondo giunge fino a Lucchio, Popiglio, Piteglio, Giardinetto e Scesta, a chilometri di distanza. «La cosa strana è che l’impianto emana miasmi anche nel fine settimana, quando non è in funzione e il materiale non viene smosso - spiega Fabio Nesti, presidente della Commissione di vigilanza sull’impianto – a mio parere, la collocazione all’interno di una vallata è sbagliata per un impianto del genere e ci fu una certa superficialità da parte di chi ne avallò la costruzione. All’epoca ci fu anche una propaganda coi volantini che assicuravano “odori zero”. Oggi a pagare le conseguenze è chi abita e ha investito su questo territorio».

«Ci hanno segato le gambe – commenta Marco Nesti, titolare del ristorante Da Alino in località Tana – abbiamo una bella veranda all’aperto dove è diventato difficile far accomodare i clienti. L’odore è insopportabile e siamo invasi dalle mosche. Quando arriva il camion del compost, i clienti talvolta scappano prima di sedersi. All’inizio tutti ci rassicuravano. Sono passati anni e nessuno ha ancora risolto il problema».

«Al mattino i miei clienti fanno colazione sul terrazzo – spiega Barbara Magni, titolare del B&B Lo Scacco Matto – cercano l’aria pulita della montagna e invece spesso respirano i cattivi odori dell’impianto. Abbiamo fatto decine e decine di segnalazioni».

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