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Dopo 70 anni, l’abbraccio di Pistoia per i caduti brasiliani

La cerimonia al sacrario di San Rocco che ricorda i 462 caduti sudamericani. La rievocazione con i veterani e i mezzi militari originali

PISTOIA. Il passato si sa, rimane indelebile nella storia e non può essere cancellato. Soprattutto se è un passato così forte, così impresso nelle menti di coloro che lo hanno vissuto. Un passato ancora più sentito oggi, a 70 anni dalla liberazione nazionale, il 25 aprile del 1945.In ricordo di quei giorni, ieri mattina una trentina di veicoli provenienti dal Brasile con a bordo veterani di guerra brasiliani ha percorso alcune vie della città per giungere in piazza San Bartolomeo. Settant’anni fa Pistoia fu infatti una delle basi operative della Forza di spedizione brasiliana, la Feb, che combattà con gli Alleati in Italia centrale.

E nel primo pomeriggio, invece, la piccola località di San Rocco si è riempita di gente per la commemorazione al monumento votivo brasiliano e l’inaugurazione di una targa alla memoria di Miguel Pereira, guardiano del cimitero brasiliano. Erano presenti 155 brasiliani tra cui 7 reduci della Feb, il sindaco Samuele Bertinelli, l’ambasciatore del Brasile Ricardo Neiva Tavares ed i generali Villas Boas e Sergio Westphalen Etchegoyen.

Al termine della seconda guerra mondiale, i corpi di 462 soldati ed ufficiali brasiliani caduti furono tumulati a San Rocco. Erano i cosiddetti “soldatini”, i militari brasiliani della Feb. Nel 1960 il governo brasiliano decise di riportare in patria le spoglie dei caduti che furono tumulati a Rio de Janeiro, allora capitale federale, nel Monumento nazionale dei caduti della 2° guerra mondiale. Nel 1967 a San Rocco, nel luogo ove sorgeva il cimitero, fu eretto un monumento votivo in un piccolo parco nella quiete della campagna. Solo alla fine dei lavori venne rinvenuto il corpo di un ultimo militare che non era quindi stato trasferito in Brasile: non fu possibile identificare il caduto e fu così deciso di lasciarlo a Pistoia come milite ignoto della Feb.

Tra i presenti alla cerimonia anche Giuliana Menichini Pereira, moglie del soldato brasiliano Miguel Pereira, unico reduce rimasto a vivere a Pistoia alla fine della guerra come custode del cimitero brasiliano di San Rocco, scomparso nel 2003, e madre di Mario Pereira, attuale custode. «Vivevo in via Monte Sabotino in quegli anni – racconta Giuliana - e Miguel aveva la stazione radio proprio sotto casa mia. Ci siamo incontrati per caso, ci salutavamo; poi la mia diffidenza iniziale dissipò e lì nacque l’amore. Ci siamo sposati dopo lal guerra, nel 1946 e siamo rimasti a vivere qui perché c’era bisogno di una persona che rimanesse di guardia al cimitero».

Una miriade di applausi quando è stata innalzata la bandiera brasiliana al suono dell’inno brasiliano e quando corone di alloro sono state poste sulla targa al milite ignoto. Grande è stata la commozione nel momento in cui l’ambasciatore del Brasile ha consegnato ai 7 reduci le targhe per i 70 anni della Feb.

Ma il ricordo di quegli anni non può terminare qui. Tra domani e martedì 29 ci saranno vari eventi per festeggiare i 70 anni della Liberazione, tra cui la cerimonia al monumento ai caduti sabato alle 11 in piazza della Resistenza, la Maratonina del partigiano a Bonelle, la “Biciclettata al Cippo” fino a Montechiaro per commemorare i caduti con Bruno Fedi, fratello di Silvano, il pranzo sociale in Porta al Borgo.

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