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«Verso il gemellaggio Pistoia-Santiago de Compostela»

L’annuncio del sindaco: ci stiamo lavorando alacremente, avrebbe grandi potenzialità turistiche e culturali

PISTOIA. Il più antico è quello con la città serba di Krusevac, che risale al 1967. Poi, tre anni dopo, venne il centro tedesco-orientale di Zittau. Quindi la francese Pau nel 1975, la giapponese Shirakawa nel 1994 e la rumena Onesti nel 2005.

Cosa sono? I gemellaggi attivi ad oggi per la città di Pistoia. E presto se ne potrebbe aggiungere un altro, particolarmente suggestivo: quello con Santiago de Compostela, il capoluogo della Galizia, in Spagna, capitale mondiale del culto di San Giacomo, l’apostolo che qui si chiama San Jacopo. A confermare che «stiamo lavorando da tempo, alacremente» alla costruzione di questo legame, è stato il sindaco Samuele Bertinelli nel corso della sua intervista pubblica al circolo Arci di Ponte alle Tavole.

Un gemellaggio, quello con la città spagnola, che Bertinelli presenta come naturale sbocco del culto per San Jacopo che caratterizza la città, ma anche come straordinaria opportunità di proporre Pistoia come meta turistico-culturale alle centinaia di migliaia di pellegrini di tutti i paesi del mondo che ogni anno percorrono il Cammino di Santiago”, attraverso Francia e Spagna, per recarsi appunto a Compostela.

Bertinelli ha sostenuto l’opportunità di questa iniziativa anche in relazione ad una rivisitazione di «ciò che è vivo e ciò che è morto» nei gemellaggi di Pistoia, siano essi nati per «retaggi ideologici» (Krusevac, Zittau), per affinità commerciali (Pau) o culturali (Shirakawa).

Quella del gemellaggio spagnolo è solo una delle iniziative messe in cantiere dall’amministrazione per rendere Pistoia più aderente al suo status di città d’arte. In questa direzione – secondo il sindaco – vanno i provvedimenti sulla pedonalizzazione delle piazze, sul potenziamento della “mobilità dolce” (piedi e bici), ma anche gli interventi sul patrimonio monumentale. Quelli già realizzati, come il recupero del chiostro di San Lorenzo o della chiesa di Santa Maria in borgo Bambini, e quelli in via di definizione, come San Pier Maggiore o la Saletta Gramsci (chiesti i finanziamenti alla Fondazione Caripit) o San Salvatore («dove presto sarà fatto rispettare fisicamente il divieto di sosta alle auto» ha promesso il sindaco). O, ancora, come San Jacopo in Castellare, per la quale l’architetto Francesco Gurrieri sta completando il progetto di recupero e trasformazione in uno spazio per convegni.

«Pistoia – ha sottolineato Bertinelli – è sicuramente una città d’arte. Se si vuole valorizzarla, vanno fatte le cose che fanno, in Europa, le medie città d’arte: centri pedonalizzati, servizi di trasporto con bus elettrici o simili, piste ciclabili, tanto verde di qualità, interventi sul patrimonio finalizzati anche a creare occupazione in attività connesse, come il restauro. Esattamente quello che stiamo cercando di fare.

Peccato che spesso chi ci chiede di diventare città d’arte poi vuol parcheggiare l’auto nel bagno di casa e considera uno spreco che nel cuore della città si realizzi un giardino di importanza europea, progettato da artisti e designer (riferimento alle polemiche sul “Giardino volante”, ndr)».

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