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Rischia la demolizione il primo Etr 500

La motrice capostipite degli attuali “Frecciarossa” battè il record di velocità nel 1989 ma ora le Fs vogliono eliminarla

PISTOIA. «Il futuro comincia dal passato». Ma se il passato viene trattato in questo modo è dura trovare un po’ di speranza e di fiducia nel futuro stesso.

Il motto che aveva accompagnato la mostra all’interno dello stabilimento AnsaldoBreda dello scorso aprile stride con la decisione del gruppo Ferrovie dello Stato di demolire la storica motrice E404.000, uno dei prototipi dell’Etr 500 realizzati dallo stabilimento pistoiese, che nel 1989 riuscì a superare, per la prima volta in Italia, il muro dei 300 chilometri orari. La notizia della demolizione è saltata fuori su alcuni siti specialistici ed il tam-tam fra esperti, addetti ai lavori e curiosi ha immediatamente innescato numerose polemiche oltre ad una sorta di voglia di salvare un pezzo di storia del trasporto ferroviario italiano.

Attualmente la motrice, uscita dai capannoni di via Ciliegiole nell’aprile del 1988, si trova su un binario morto alla stazione di Pontassieve, senza più il musetto che è andato distrutto, durante un’operazione di manovra effettuata nel 1997 a Firenze.Il gruppo Fs avrebbe optato per la demolizione, visto che ha messo in ponte l’ultimo viaggio per la mitica E404.000: da Pontassieve a San Giuseppe di Cairo, provincia di Savona, entro pochi mesi dove esiste un centro per la demolizione di materiale rotabile. Si tratterebbe di un brutto schiaffo ad una motrice che ha aperto una nuova era nel mondo del trasporto ferroviario italiano.

Infatti esso costituiva il primo prototipo, assieme ad una vettura laboratorio, del treno Etr 500, chiamato Etr X 500. Già nel dicembre del 1988 iniziarono le prove del nuovo treno che portarono, il 25 maggio 1989, al record di velocità dell’epoca sulla “direttissima” Roma-Firenze di 316 km/h.

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