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Da Lampedusa alla Cina premi ai testimoni di pace

Alla cerimonia anche il comandante della Guardia costiera dell’isola siciliana «Il vero riconoscimento sono gli sguardi degli immigrati che riusciamo a salvare»

PISTOIA. La frontiera della pace e della solidarietà oggi in Italia passa sicuramente da Lampedusa. I continui sbarchi di profughi e migranti che attraversano su imbarcazioni precarie il canale di Sicilia ne hanno fatto un luogo simbolo.

È probabilmente per questo che i pistoiesi che ieri pomeriggio affollavano la cattedrale per la Giornata della pace, hanno tributato un applauso tutto speciale a Giuseppe Cannarile, il tenente di vascello comandante dallo scorso anno della Guardia costiera della piccola isola siciliana.

Cannarile era uno dei premiati della Giornata giunta alla 31ª edizione) organizzata dal Centro studi Donati, guidato da Giancarlo Niccolai, per far conoscere chi lavora concretamente per gli ideali della pace e della solidarietà. Insieme a lui i premi sono andati al priore della comunità monastica di Bose don Enzo Bianchi, alla russa Tatiana Chikunova, leader dell’Associazione madri contro la pena di morte, al sindacalista cinese Han Dongfang, al Gruppo Arcobaleno, che riunisce genitori adottivi di Pistoia, a don Vincenzo Russo, cappellano del carcere di Sollicciano.

Lampedusa, dunque, come luogo dove il valore della solidarietà acquista particolare concretezza. E toccante la testimonianza di Giuseppe Cannarile. «Anche stamani – ha detto prendendo la parola davanti al pubblico dei pistoiesi e alle autorità presenti – i miei uomini hanno soccorso un barcone alla deriva con 61 persone, tra cui tre donne. È uno sforzo che continua e per il quale è indispensabile la collaborazione con la Guardia di finanza, i carabinieri, la prefettura... Noi lo chiamiamo “sistema Lampedusa” e devo dire che funziona. Solo quest’anno abbiamo salvato 13.000 immigrati».

Ma gli uomini come Cannarile, impegnati tutti i giorni in prima linea, dove trovano la forza? Cannarile l’ha spiegato raccontando di un incontro avvenuto tre mesi fa: sull’ennesimo barcone c’era un padre di famiglia con tutti i suoi cari proveniente dalla Siria. «Gente abbiente – ha aggiunto Cannarile – per cui gli ho chiesto perché avesse scelto di lasciare il suo paese. Mi ha risposto che se la sua famiglia fosse rimasta un giorno in più, sarebbe sicuramente morta. Mettendosi in mare, almeno, averebbe avuto il 50% di probabilità di farcela. Lei, mi ha detto guardandomi, come padre, cosa avrebbe scelto? Ecco, quella gente vede in noi le persone che possono donargli una speranza. Ringrazio per questo premio, ma a noi il premio vero ce lo danno gli sguardi degli immigrati a cui salviamo la vita».

Le premiazioni di Tatiana Chikunova e Han Dongfang hanno accentuato il respiro internazionale dell’appuntamento organizzato dal centro Donati. Quest’ultimo ha spiegato che milioni di lavoratori cinesi «sono stufi di essere sfruttati e sono pronti a lottare per i loro diritti, in modo pacifico».

Presenti in cattedrale anche molte autorità, a cominciare dal ministro della coesione territoriale Carlo Trigilia, dal senatore

Vannino Chiti, dal sindaco Bertinelli, dalla presidente della Provincia Federica Fratoni, dal prefetto Mauro Lubatti, dfal vescovo Bianchi. L’intera cerimonia, poi, è stata movimentata dalle canzoni e dai balli cerimoniali eseguiti dai rappresentanti della comunità fiorentina dello Sri Lanka.

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