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Hotel Firenze chiuso, e l’albergatore è in mezzo alla strada

Ieri ha ricevuto lo sfratto, non ha nemmeno i soldi per mangiare, ma la pensione arriverà solo nel 2020

PISTOIA. La crisi imperversa e colpisce tanti cittadini ed attività storiche, anche a Pistoia, alle volte anche a causa delle rigidità della burocrazia. È il caso dell’Hotel Firenze, in via Curatore e Montanara, uno dei più antichi della città nel cuore del centro storico. È la storia di una piccola impresa, che a suo tempo aveva deciso di investire su Pistoia.

«Dal 2006 sono iniziate le multe dovute alla Ztl – racconta l’ex gestore dell’albergo, Raffaele Balzano – che si sono aggiunte alla crisi nel settore. Avevo i permessi per i clienti per passare da via della Madonna, via Verdi e via de’ Rossi, l’Amministrazione comunale di Pistoia non ha mai voluto saperne di rivedere le sue scelte al riguardo. Ho rilevato l’attività nel 2001, sapendo che aveva un buon avviamento e vista la sua collocazione nel centro città». Infatti Balzano, assieme ad un socio, aveva effettuato degli investimenti nell’immobile, negli anni 2002 e 2003, portando l’aria condizionata nelle camere a 24 kw, realizzando bagni nuovi e tutta una serie di migliorie.

Ma negli ultimi anni le difficoltà sono andate aumentando, le spese sono cresciute a dismisura rispetto ai ricavi e Balzano è rimasto solo nella gestione: dall’anno scorso quindi non ha più potuto pagare l’affitto e l’attività ha chiuso a settembre.

«Come facevo a tenere aperte venti camere per avere cinque clienti soli per volta? – dice – Almeno prima potevamo contare un po’ sul flusso dei turisti, soprattutto nel periodo estivo. I costi sono aumentati del 20-30%, ho perso il 45% del lavoro a disposizione pur rimanendo aperto nelle ventiquattro ore giornaliere negli ultimi due anni e mezzo d’attività per tentare di coprire i costi.

«Secondo la legge Fornero, poi, mi spetta la pensione solo dal 2020, vorrei quindi chiedere alla signora Fornero come faccio a vivere fino ad allora. Ogni tanto vendo qualche mobile a disposizione; grazie ad amici posso mangiare, qualche volta mangio solo dei crackers e ringrazio quei bar che la sera mi danno le paste avanzate del giorno».

L’ex gestore ha ricevuto lo sfratto esecutivo, il palazzo è in vendita. In questo momento di crisi Balzano non riesce a vendere la sua licenza: per utilizzarla dovrebbe riaprire un’attività nel Comune e, facendo due conti, necessiterebbe di almeno 15mila euro. Ha provato a cercare un nuovo lavoro, ma se anche lo trovasse con un impiego precario non troverebbe un appartamento dove alloggiare, lo sfratto ricevuto infatti riguarda anche i due appartamenti attigui all’albergo, dove

si era sistemato. Le utenze relative a gas ed acqua calda gli sono state staccate, tra poco gli verrà tolta anche la luce. Mentre parliamo con lui arriva l’ufficiale giudiziario per lo sfratto: viene concordato che a Balzano viene lasciato uno dei due appartamenti personali fino al 4 marzo.

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