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L’assessore Nuti «Così faremo vivere la Cattedrale»

L’obiettivo è farne il cuore socio-culturale ed espositivo della città

Non sarà una “Cattedrale” nel deserto, ma il cuore pulsante della vita sociale, culturale ed anche commercile della città. Lo assicura l’assessore comunale Tina Nuti che ribadisce come il tema del recupero del funzionamento dei grandi contenitori pubblici (oltre alla Cattedrale, anche la Fortezza S. Barbara, il complesso del S. Lorenzo e, in futuro, le ex Ville Sbertoli) sia centrale nell’azione della giunta. Replicando alle critiche giunte per lo scarso utilizzo e, soprattutto, la mancanza di un progetto chiaro sul ruolo e la funzione della nuova Cattedrale recuperata nell’area ex Breda, l’assessore fa il punto di quanto è stato deciso da maggio ad oggi.

«Intanto l’increscioso problema dell’acqua che filtrava dagli infissi è stato subito risolto – dice Nuti –. Poi abbiamo preso la questione di petto, stabilendo nuove tariffe per l’utilizzo che agevolano le realtà no-profit. Infine abbiamo avviato un percorso di partecipazione dei cittadini, le cui proposte saranno prese in considerazione per definire un modello di gestione che sia il più partecipato possibile».

In questo momento però ogni attività appare ferma.

«È vero, finite le iniziative del luglio, la città non è in grado di offrire grandi iniziative di richiamo e attrazione anche in agosto. Ed è un peccato, perché vedo che il flusso turistico cresce. Per chi resta e per i visitatori dovremo arrivare ad una calendarizzazione di manifestazioni di qualità, che coinvolgano anche la Cattedrale, sebbene nel periodo estivo certe attività si possano realizzare meglio all’aperto. In ogni caso non è che dalla inaugurazione fino ad agosto nel complesso ristrutturato all’ex Breda non si sia fatto niente. Ci sono state già sei iniziative e altre sono in programma o richieste per settembre. Il nostro obbiettivo è far e funzionare la cattedrale tutto l’anno, coinvolgendo anche soggetti no-profit e associazioni, di giovani e non, in una rete di collaborazioni che facciano vivere la Cattedrale».

Lo scopo è condivisibile, ma pone la questione della gestione. Selezione delle proposte, calendarizzazione, allestimento e promozione possono essere accollati agli uffici comunali, come una semplice appendice alle tante attività che devono seguire? Non c’è necessità di una gestione autonoma e mirata, spiccatamente manageriale, anche per possibili operazioni di marketing?

«È un aspetto che stiamo attentamente valutando. C’è però un punto fermo per l’amministrazione: l’eventuale rapporto con terzi per la gestione dovrà comunque rimanere sotto il controllo del Comune, inteso come rappresentanza dei cittadini di Pistoia».

Nel progetto Piuss, che ha portato i 3,5 milioni di euro necessari per il recupero, si indicano come finalità la realizzazione di una agorà moderna per manifestazioni culturali, attività espositive e ricreative-aggregative che potranno completare il rilancio del quartiere di S. Giorgio. Al momento pare però che l’attività mercatale sia preponderante, come dimostra la rassegna dell’antiquariato.

«La funzione socio-culturale, aperta anche alle iniziative di giovani che intendono produrre e proporre rimane fondamentale. Ma non si può trascurare anche la possibilità che la struttura funzioni sotto il profilo mercatale, una carta in più per richiamare visitatori».

Per l’utilizzo di Fortezza e S. Lorenzo si sta facendo qualcosa di concreto?

«Sono strutture decisive per il rilancio della città e siamo impegnati a recuperarle appieno. Non aiutano vincoli e rapporti con altri enti, ma stiamo lavorando per arrivare alla necessaria soluzione». (m.i.)

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