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Diserbo, rivoluzione in arrivo nei vivai

Pronte la macchine a Gpl che evitano il ricorso alle sostanze chimiche inquinanti. Già arrivate le prime ordinazioni

PISTOIA

Gli esperti confermano: è il pirodiserbo, con macchine a Gpl, la nuova frontiera nella lotta alle erbe infestanti che consente di tenere puliti i vivai senza inquinare. Al posto dei 50chili di sostanze chimiche mediamente utilizzati, secondo dati Asl, per ettaro di colture è possibile fare ricorso al sistema già sperimentato dall’Orto Botanico di Pisa e richeisto anche dal Giardino di Boboli. Un sistema, come hanno spiegato i docenti universitari al convegno organizzato all’Istituto agrario dall’Accademia dei Georgofili, che permetterà anche di evitare anche le conseguenze sulla salute che l’uso dei diserbanti nei tappeti erbosi comporta per gli sportivi che li praticano. Secondo gli studiosi infatti la malattia Sla ha come concausa il contatto con gli agrofarmaci presenti nei terreni da gioco (per calcio e golf su tutti).

«L’interesse dei vivaisti pistoiesi è grande – ha detto al convegno l’ing. Carlo Di Ciolo – tanto che siamo stati già contattati da diversi produttori locali. Abbiamo fatto una prova in un grande vivaio, i cui titolari hanno detto di essere intenzionati ad acquistare almeno sei macchine. Abbiamo convenuto che prima dell’acquisto faremo altre prove affinché possano essere certi del risultato». E a disposizione dei vivaisti intenzionati a dotarsi del nuovo congegno si sono messe anche due banche locali, la Caript e la Banca di Vignole, i cui dirigenti, Francesco Landini e Tommaso Braccesi, si sono detti pronti, con i loro istituti, a fornire assistenza e credito a quanti vogliono acquistare queste macchine innovative per combattere le malerbe.

Il convegno si è concluso con una dimostrazione pratica sull’uso del pirodiserbo nei terreni e nei viali alberati dell’Istituto agrario Barone De Franceschi.

La certificazione ed il riconoscimento del valore scientifico e dell’utilità pratica della sperimentazione, attuata in sinergia tra Università di Pisa e Istituto agrario, sono quindi arrivati dall’Accademia dei Georgofili che ha organizzato la giornata di studio per illustrare agli operatori il funzionamento delle nuove macchine.

«Abbiamo voluto questo incontro – ha detto il prof. Pietro Piccarolo – poichè compito dell’Accademia è quello di fare conoscere i risultati pratici del mondo della ricerca, tanto più significativi per un settore come il florovivaismo toscano che, per le sue quote e qualità produttive, è il giardino verde e fiorito di Europa.

Evidente l’interesse dei vivaisti e dei pubblici amministratori per l’esperienza che ha tra l’altro coinvolto una scuola specializzata nel vivaismo e nella sostenibilità agricola. La preside, Angela Desideri, ha ricordato che l’Istituto agrario ha voluto essere anello di congiunzione tra la ricerca universitaria e il mondo della produzione. I docenti universitari da parte loro hanno posto in rilievo come sulle macchine per il pirodiserbo si lavorato per 15 anni. Oggi si può con fondatezza

ritenere che ci sia una alternativa all’utilizzo di fitofarmaci inquinanti che, come ha ricordato il prof. Andrea Peruzzi, «finiscono nell’acqua e nel suolo, mentre la gestione fisica del pirodiserbo ha un impatto ambientale nullo e non lascia residui».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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