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Pirodiserbo nei vivai alternativa all’uso di sostanze chimiche

Presentate nel convegno dei Georgofili le nuove macchine Oggi si utilizzano 50 kg di diserbanti per un ettaro di colture

PISTOIA

Una ricerca condotta nei campi dell’Istituto Agrario “Barone de Franceschi” dagli studiosi e dai ricercatori di Ingegneria Agraria dell’Università di Pisa conferma che si possono usare – al posto degli erbicidi e dei fumiganti – tecniche avanzate basate sul pirodiserbo a fiamma libera , alimentata da Gpl . Lo ha affermato il prof. Andrea Peruzzi uno dei ricercatori dell’Università di Pisa, presentando il convegno organizzato dall’Accademia dei Georgofili sul tema della “gestione sostenibile della flora spontanea nel comparto vivaistico”. È stato fatto il punto sugli esiti delle esperienze fin qui fatte di pirodiserbo , in orticoltura in serra ed in pieno campo, in coltivazioni arboree in serra ed in pieno campo, nelle città, sia nei viali che negli spazi verdi e nelle piste ciclabili oltreché nella scuola professionale dove si insegna tecnica vivaistica ed agricoltura ecosostenibile . Il prof. Peruzzi ha dimostrato come il problema di cercare alternative al diserbo con prodotti chimici sia di estrema attualità, sia per gli operatori del verde che per l’ambiente ed i cittadini.

«Le quantità di prodotti chimici – ha evidenziato il docente – che vengono usate nei vivai sono piuttosto consistenti . I dati dell’Asl di Pistoia sostengono che vengono utilizzati ogni anno 50 kg. per ettaro di prodotti chimici e che il 75% degli stessi è rappresentato da erbicidi . La quantità è alta se si considerano 4 trattamenti per colture in vaso. Bisogna prendere atto che questi prodotti hanno un effetto pernicioso sulla salute. La possibilità quindi di studiare come utilizzare le strategie alternative alla chimica nei vivai per debellare la flora spontanea, cioè le malerbe, è quanto mai attuale, per poi applicarla alla filiera vivaistica. Del resto la tecnica/meccanica ha brevettato delle macchine per il pirodiserbo che possono adattarsi alle necessità dei vivaisti, sia delle aziende piccole che di quelle grandi. Vi sono macchine che hanno la dimensione di uno zainetto e che possono essere usate a spalla, per imprese di piccole dimensioni dal costo contenuto, e macchine più complete per i vivai di grandi dimensioni che vengono usate tramite i trattori. Le macchine a pirodiserbo sono alimentate con poco Gpl e quindi hanno una reale sostenibilità economica. Sulla base degli esperimenti l’uso del pirodiserbo dà risultati positivi nella lotta alle malerbe: queste macchine si mantengono con costi modesti, non creano problemi all’operatore né ai cittadini e determinano l’abbattimento delle polveri sottili. La macchina a zainetto si può acquistare per Internet a 500 euro».

Si è infine appreso che La Regione ha finanziato un progetto con 1 milione di euro, con fondi dell’Unione Europea, denominato “pirogem” per le imprese che hanno brevettato macchine per il pirodiserbo. Nella giornata di studio di domani l’ing. Carlo Di Ciolo,, dell’azienda

Maito srl detentrice di brevetti, entrerà nello specifico del come si possono adottare queste macchine, parlando della “industrializzazione e della commercializzazione delle macchine per il pirodiserbo realizzate presso l’Università di Pisa” .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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