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CASA POUND

«Non era un nostro tesserato» Sede presidiata dalla polizia

 PISTOIA. «Non mi risulta fosse un nostro tesserato». A far luce sulle indiscrezioni tra i rapporti di Gianluca Casseri con Casapound Pistoia è Lorenzo Berti, responsabile della sezione pistoiese di Casa Pound, che ha sede in via di Porta San Marco.  «Io non sono l'addetto al tesseramento - spiega Berti - ma a quanto mi risulta Casseri non era un nostro tesserato. Era uno scrittore: una volta venne nella nostra sede di Pistoia, ma solamente per consegnarci il suo libro. Noi infatti abbiamo una libreria interna e Casseri decise di donarci il suo romanzo: niente di politico, si trattava semplicemente di un romanzo di fantascienza. Poi, probabilmente, ha frequentato anche altre volte la nostra organizzazione, partecipando ad alcune delle nostre manifestazioni, ma se devo essere sincero non mi ricordo neppure quali. In ogni caso, da quando si era trasferito a Firenze, alcuni mesi fa, non si vedeva più».  Con poche parole lo ricorda così: «Era una persona tranquilla. Una come tante altre. Per quel poco che ho potuto conoscere di lui, dava l'impressione di uno che non alzava mai la voce. Un tipo abbastanza solitario. Era di Cireglio e non credo avesse molti conoscenti su Pistoia». E il lavoro?
"Di lavoro non gliene ho mai sentito parlare».  La conferma che Casseri non era iscritto a Casa Pound arriva anche dalla questura che, comunque, per precauzione, ha subito disposto un servizio di sorveglianza davanti alla sede di Porta San Marco, per prevenire eventuali ritorsioni. M.Q.

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