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Ballerini, il perito scopre una frattura al cranio

PISTOIA. Depositata in procura la consulenza tecnica del perito incaricato di eseguire, nel marzo scorso, a un anno dalla morte, l'autopsia sulla salma riesumata di Franco Ballerini, il compianto ct della nazionale azzura di ciclismo scomparso il 7 febbraio 2010 nel tragico rally Ronde di Larciano. In base ai risultati degli accertamenti, il pm titolare dell'inchiesta, Luigi Boccia, ha avviato un nuovo filone d'indagine, incentrato soprattutto sulla normativa e sui documenti relativi ai dispositivi di sicurezza di cui piloti, navigatori e auto da corsa devono essere dotati. Nel corso dell'autopsia eseguita dall'anatomopatologo Riccardo Biagioli al cimitero di Casalguidi, dove il campione del pedale riposa, sarebbe stata evidenziata una frattura cranica causata proprio da uno di tali dispositivi di sicurezza, il collare Hans, il cui uso è diventato obbligatorio in in tutte le gare di auto della Csai un mese prima il tragico incidente, dopo la ricezione delle direttive della Federazione internazionale di automobilismo. Sempre considerando che la morte di Ballerini è stata determinata, quasi certamente, dalle devastanti lesioni interne causate dall'improvvisa decelerazione dovuta all'impatto dell'auto contro il muro, il medico legale avrebbe attribuito al collare (il condizionale è d'obbligo, visto che la procura mantiene il massimo riserbo sulla perizia) la frattura che partendo dalla zona posteriore del cranio si irradia verso la fronte. Il collare Hans è nato per la Formula Uno: in quel caso, attraverso speciali cinture di sicurezza, casco, collare e pilota diventano un tutt'uno con il sedile di guida; qualsiasi spostamento in avanti o laterale è impedito. Per ottenere lo stesso effetto sulle auto da rally, le cinture di sicurezza delle vetture dovrebbe avere determinate caratteristiche, tra cui una lunghezza estremamente ridotta. Nel caso dell'incidente avvenuto a Casalvento, l'eccessiva lunghezza delle cinture avrebbe invece consentito al corpo di Franco Ballerini di essere proiettato in avanti e alla sua testa di reclinarsi sul petto. Nel successivo contraccolpo, la testa sarebbe tornata all'indietro (da qui anche
le fratture vertebrali riscontrate già allora) e la parte posteriore del collare si sarebbe infilata sotto il casco causando la frattura cranica. Le nuove indagini disposte dalla procura vertono sulle modalità con cui è stata introdotta, dal gennaio 2010, l'obbligatorietà nei rally del collare.

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