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È morto il vescovo Simone Scatizzi

La scorsa notte all'ospedale del Ceppo, domenica i funerali in cattedrale

 PISTOIA. La scorsa notte all'ospedale del Ceppo è morto Simone Scatizzi, vescovo emerito di Pistoia. Ricoverato ai primi di luglio nell'ospedale cittadino per l'aggravarsi di una malattia ematica, mons. Scatizzi ha vissuto con lucidità e coraggio quest'ultima parte della sua vita dedicandosi alla preghiera e alla composizione di testi poetici. Pochi giorni fa, sentendosi vicino alla fine, scrisse di suo pugno un comunicato stampa con parole di ringraziamento e di fede.  Il corpo del vescovo, da ieri è esposto in cattedrale per ricevere il saluto e la preghiera dei fedeli e dei cittadini pistoiesi. Stasera alle 21 in cattedrale si terrà veglia di preghiera attorno alla salma del vescovo Simone.  Le esequie saranno celebrate nella stessa Cattedrale, Domani alle 17, presiedute dall'arcivescovo metropolita di Firenze e concelebrate dagli altri vescovi della Regione Toscana e dai sacerdoti della nostra diocesi, delle chiese di Fiesole e Prato e delle altre chiese sorelle.  Il suo corpo sarà deposto nelle tombe dei vescovi, nella cripta della nostra cattedrale. Per domani, il sindaco ha decretato il lutto cittadino.  Nato a Coiano (Prato) il 26 maggio 1931, mons. Simone Scatizzi entrò da ragazzo nel seminario di Prato e dopo gli studi teologici in quello di Pistoia, venne ordinato sacerdote il 29 giugno 1954. Fu il primo segretario di mons. Pietro Fiordelli, allora vescovo di Prato, e in seguito ricevette numerosi incarichi in quella curia diocesana fino a diventarne vicario generale. Il 1 agosto 1977 fu eletto vescovo di Fiesole e consacrato, nel duomo di Prato, l'8 settembre dello stesso anno per le mani di mons. Fiordelli.  Il 27 maggio 1981 fu trasferito a Pistoia e rimase su quella cattedra fino al 7 novembre 2006 quando il papa accettò le sue dimissioni per raggiunti limiti di età. In occasione del ventesimo del suo arrivo a Pistoia, il 24 giugno 2001 ricevette, dal sindaco Renzo Berti, la cittadinanza onoraria di Pistoia.  Al termine del suo mandato scelse di non rimanere nel territorio di una diocesi che aveva guidato per oltre un quarto di secolo e si ritirò a Firenze in un appartamento di proprietà dell'Oami (Opera assistenza malati impediti) presso cui prestava funzioni di assistente spirituale.  Nell'elenco dei vescovi che dopo san Romolo ("catechista di Pistoia, vescovo di Fiesole, apostolo di Volterra") dal I secolo si sono succeduti a Pistoia, mons. Simone Scatizzi occupa il posto 106. Altri cinque i vescovi che hanno guidato la Chiesa pistoiese nel XX secolo: Marcello Mazzanti (fino al 1909), Andrea Sarti (fino al 1915), Gabriele Vettori (fino al 1933), Giuseppe Debernardi (fino al 1954), Mario Longo Dorni (fino al 1981). Dal 2006 la diocesi è guidata da mons. Mansueto Bianchi, nato il 4 novembre 1949 a Santa Maria in Colle (Lucca) e per sei anni vescovo di Volterra.  Nel luglio 2005 mons. Scatizzi fu protagonista di una vicenda dal forte impatto mediatico nazionale. Dopo l'approvazione, da parte del consiglio comunale di Pistoia, del registro delle unioni civili e in un contesto nel quale si discuteva apertamente di nozze gay, il vescovo («Sono un cittadino come tutti, ho votato sempre alle elezioni politiche e amministrative, pago le tasse, ho quindi il diritto di sapere come gli amministratori la pensano»), scrisse una lunga lettera aperta ai consiglieri comunali di Pistoia. Con grande schiettezza e con spirito certo non "politicamente corretto", pose ai consiglieri 18 domande che ebbero un fortissimo impatto mediatico a livello nazionale.  Domenica 26 novembre 2006, in una affollatissima cattedrale, mons. Simone Scatizzi si congedò da Pistoia, interrotto da molti applausi. In un discorso particolarmente apprezzato, consegnò alla città la sua eredità: "i poveri".  «Non vi lascio nulla di mio - aveva scritto nelle settimane precedenti ai fedeli della diocesi - perché di mio non ho nulla da poter lasciare». E nel discorso di saluto disse, fra l'altro: «Non saranno le leggi a cambiare il mondo, sono invece le scelte irresponsabili, avventate, occasionali a creare una mentalità diversa, scissa, politeista, frantumata, libertaristica, a creare un mondo senza valori condivisi, senza criteri portanti. Sta qui la politica buona o cattiva: per il bene comune o il puto interesse; per un mondo effimero senza speranza o per una società che progetta il futuro».  In quella occasione il vicario generale mons. Giordano Frosini, nel suo discorso di saluto, sintetizzò così i 25 anni di mons. Scatizzi a Pistoia: «Un episcopato, quello del vescovo Simone, che si è qualificato soprattutto per l'amore ai poveri e ai sofferenti, per la cura pastorale della famiglia, per la sensibilità sociale dimostrata e l'impegno di promozione umana».  Il 24 dicembre 2005 in occasione del tradizionale scambio di auguri natalizi con i direttori degli Uffici diocesani, regalò un fascicolo con alcune poesie inedite. Di mons. Scatizzi è sempre stata nota la sua passione per questa forma comunicativa: ha scritto molti volumi di poesie e usava fare gli auguri, in occasioni varie, proprio regalando
qualche suo scritto in forma poetica. E in quella occasione mons. Scatizzi fornì ai direttori di Curia, un consiglio per aiutare il vescovo che sarebbe venuto. «Evitate - egli disse - di ripetergli che il vescovo precedente avrebbe detto così o fatto così: questo crea un inutile turbamento».

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