Pistoia, rimozione dell'eternit alla Breda operai esposti alle polveri di amianto
Lastre di eternit rimosse dall'ex capannone della Breda senza l'uso del collante necessario a bloccare la diffusione della pericolosissima polvere d'amianto. Dopo le immagini esclusive del Tirreno che mostrano gli operai al lavoro senza rispettare le regole sulla sicurezza, Legambiente presenterà un esposto in procura
PISTOIA. Il nostro fotografo Lorenzo Gori si è piazzato nei dintorni della “cattedrale” dell’ex Breda senza però farsi vedere dagli operai impegnati a togliere le ultime lastre della copertura di eternit. I due da alcune settimane stanno smantellando l’enorme tetto di amianto dell’ex capannone Breda lungo via Pertini. Era munito di macchina fotografica e telecamera perché tutto quel rigore assicurato dall’Asl le scorse settimane quando Il Tirreno sollevò la questione amianto, non ci aveva convinto. I nostri ripetuti passaggi da via Pertini, le segnalazioni dei lettori e di qualche residente ci avevano resi sospettosi sul rispetto delle procedure.
E avevamo ragione. Il nostro fotografo è rimasto in quella postazione per decine di minuti osservando il lavoro dei tecnici sistemati sulla struttura: in quei lunghi minuti i due operai protetti da una tuta bianca e dalle maschere mai hanno spruzzato sulle lastre lo speciale liquido rosso che impedisce la diffusione del pulviscolo di amianto nell’aria. Infatti, ogni volta che un pezzo di eternit veniva tolto dalle strutture portanti dell’edificio, si alzava una piccola nube di polvere. Dopo questa lunga osservazione - interamente filmata -, il fotografo si è mostrato con i suoi apparecchi: non appena è stato visto, gli operai hanno preso una tanica verde da non più di dieci litri che tenevano sul ponteggio ed hanno cominciato a spruzzare le lastre con il liquido rosso incollante. Ora, Legambiente presenterà un esposto in procura portando con sé le immagini che testimoniano il modus operandi degli operai.
"Ero stato il primo a denunciare la scoibentazione scorretta della copertura di amianto ormai due mesi fa - ha spiegato il presidente provinciale di Legambiente, Antonio Sessa - ma nulla è stato fatto. La risposta è sempre stata che il lavoro veniva svolto correttamente, sulla base delle indicazioni contenute nelle norme e nel capitolato d'appalto. Queste immagini provano però che così non è".
L’Asl, interpellata, continua infatti a sostenere che le procedure seguite sono corrette e che i loro tecnici i controlli li eseguono. Il problema è il modo con il quale si presentano sul cantiere: a sorpresa o facendosi annunciare? La risposta è stata vaga, poi hanno assicurato: no, abbiamo fatto anche qualche controllo a sorpresa e tutto è risultato regolare. La storia non è nuova. Quando i lavori iniziarono, fu Legambiente a denunciare il pericolo dell’operazione: si lavora, accusarono, senza precauzioni né per i passanti né per i residenti. Fuori dal cantiere su un foglio di carta formato A4 si invitavano i pedoni ad utilizzare la parte opposta della strada, tutto qui.
Anche in quell’occasione l’Asl rassicurò tutti garantendo controlli e spiegando che il capitolato era rigidissimo, dalla rimozione delle grandi volte di eternit all’impacchettamento. Inoltre, assicurarono i tecnici dell’azienda sanitaria, su ogni lastra viene spruzzato un collante che impedisce la polverizzazione dell’amianto. Insomma, per l’Asl è tutto a posto, ma questo non ha impedito che le segnalazioni preoccupate di passanti e residenti continuassero ad arrivare alla nostra redazione. Alberto Vivarelli