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La Pistoiese alla famiglia Braccialini

Accordo trovato intorno a 3 milioni di euro, due mesi di cogestione

PISTOIA. La Pistoiese è passata di mano. Lascia la famiglia Fagni, alla quale subentra quella Braccialini. L’accordo è stato trovato nella mattinata di ieri in un incontro avvenuto alla Fabo di Castelmartini, duranto circa un paio di ore, al termine delle quali si è raggiunto l’accordo economico per il passaggio dell’intero pacchetto azionario in possesso della famiglia Fagni nelle mani di Romano Braccialini. Un accordo che prevede una contropartita intorno ai 3 milioni di euro, dopo che era stata rifiutata quella precedente che si aggirava sui 2,2.

«Ufficiale: questa mattina - recita il comunicato stampa della società - si è concretizzato il passaggio della proprietà dell’A.C. Pistoiese dalla famiglia Fagni al gruppo Braccialini». Il comunicato poi prosegue ricordando l’esperienza dei Fagni alla guida della società e che da adesso al momento del definitivo passaggio di consegne inizierà un periodo di cogestione. Nella sede della Fabo ieri mattina erano presenti Maurizio Fagni e Roberto Carli, insiene all’avvocato Enrico Panelli, mentre dall’altra parte c’erano Massimiliano e Emanuele Braccialini, assistiti dal loro legale Michele Fratoni. Un incontro sereno e cordiale che ha permesso alle parti di chiudere in breve tempo la trattativa. Una trattativa, quella tra i Braccialini ed i Fagni, che era iniziata nell’ottobre del 2005, come anticipammo su queste stesse colonne in quel periodo. «È vero, si erano già fatti avanti nel 2005 - conferma l’amministratore delegato Roberto Carli -, poi ci siamo risentiti dopo il nostro annuncio della volontà di cedere manifestato nella famosa conferenza stampa dei primi di maggio».

Insomma, una affermazione che conferma in pieno quanto noi avevamo scritto nel novembre 2005. Ma anche la trattativa avviata circa un mese fa aveva subìto una brusca battuta di arresto, quando la famiglia Fagni aveva giudicato troppo bassa l’offerta presentata dai Braccialini. Ma Emanuele e Massimiliano Braccialini non si sono dati per vinti. La loro passione per i colori arancioni è troppo forte per farli desistere da un progetto che cullavano nei loro sogni da anni. Non si può dimenticare infatti che i Braccialini già durante la gestione del presidente Luciano Bozzi avevano tentato un primo approccio con la società. Insomma, alla fine dopo tanto perseverare sono arrivati alla méta: la Pistoiese è nelle loro mani. Notizia che Emanuele e Massimiliano hanno ieri comunicato ufficilamente anche all’amministrazione comunale e al sindaco Renzo Berti, in un incontro che hanno chiesto ed ottenuto nel primo pomeriggio.

Adesso inizia un periodo di interregno tra i Fagni e i Braccialini che durerà circa un paio di mesi. Oggi, Massimiliano Braccialini (che dovrebbe assumere la carica di presidente, mentre suo fratello Emanuele dovrebbe essere l’amministratore delegato) e Roberto Carli saranno a Milano per chiudere il discorso delle comproprietà. Solo Mondini pare possa essere trattenuto, mentre Bellazzini, Parolo e tutti gli altri dovrebbero rientrare alle loro squadre di appartenenza. Ma di scogli da superare ce ne sono anche altri. Intanto, i nuovi proprietari dovranno scegliere il direttore sportivo che, con ogni probabilità sarà Giovanni Botteghi, fino ad oggi nei ranghi del Chievo e con un passato alla Spal. L’altro nodo da sciogliere immediatamente è quello della guida tecnica della squadra. Tra i nomi che si fanno, quello di Sarri è
il preferito, davanti a Carboni, Cuoghi, Sonzogni e Ugolotti. Per quanto riguarda la squadra, infine, si parla del regista Sciaccaluga (Ravenna), dei portieri Aprea (Venezia) e Capecchi (Ravenna) e del centrocampista Bono (Venezia). Sauro Magni, infine, dovrebbe assumere il ruolo di team manager.

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