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«Vogliamo la squadra in serie B fra tre anni»

Emanuele, futuro amministratore delegato indica i programmi della società arancione

PISTOIA. Con l’entusiasmo di un bambino e la concretezza dell’imprenditore affermato, Emanuele Braccialini racconta questa sua avventura nel calcio, iniziata l’altro ieri con l’acquisto del pacchetto di maggioranza della Pistoiese. «Desideriamo - dice - riportare tanta gente allo stadio e suscitare in città l’interesse per la Pistoiese che c’era una volta, quando mio padre mi portava allo stadio». Di quei tempi ha un ricordo molto limpido e ancora vivo. «E per fare ciò - aggiunge - abbiamo fatto un programma che in tre, massimo quattro anni, possa riportare la squadra ai fasti di una volta». Alla serie B, o anche oltre? «È fuori discussione che gestire una società in serie C - prosegue - sia molto difficile e dispendioso. Per questo il primo passo è quello di riportarla in serie B. Tra le due categorie c’è un abisso, sia nei numeri che nella gestione».

E se voleva suscitare interesse, certamente ci è riuscito. «Sono convinto - sottolinea - che se la squadra riuscisse a stazionare nelle zone alte della classifica, diciamo così, nelle prime cinque o sei posizioni, lo stadio si riempirebbe, come è avvenuto quest’anno a Pisa». Le ambizioni non mancano, quindi. Ma per arrivare a certi risulatati occorre fare una squadra molto forte. «Voglio che si sappia - predica Emanuele Braccialini, che ancora non è stato ufficializzato, ma con ogni probabilità assumerà l’incarico di amministratore delegato - che noi alla stipula del contratto abbiamo chiesto chiaramente ai Fagni, come condizione inderogabile all’acquisto della società, la presenza in organico di Simone Motta, un grande giocatore per la categoria. Uno di quelli che fanno la differenza e sul quale noi contiamo molto per questa stagione».

Quindi, due punti fermi: la promozione nel giro di 3/4 anni e Motta al centro dell’attacco anche l’anno prossimo. Uno sforzo notevole, che qualcuno sostiene i Braccialini abbiano fatto insieme ad altri. «Sgombriamo subito il campo da queste favole - taglia corto. I Braccialini sono abituati, anche nelle loro aziende ad agire con molta rapidità e snellezza. Nella Pistoiese siamo solo io, mio fratello Massimiliano e mio padre Romano a prendere le decisioni. Quando siamo più soci, tutto divente molto più macchinoso e complicato». Intanto, Romano Braccialini pare sia impegnatissimo per organizzare il ritiro che dovrebbe iniziare intorno al 15 di luglio in una località da scegliere tra Pieve Pelago, Fiumalbo, o qualcun’altra nei dintorni. Ma è in atto anche una profonda ristrutturazione della società a partire dal settore giovanile.

«Nella gestione della società vogliamo coinvolgere tanti pistoiesi - continua Braccialini. Credo che questo possa riportare entusiasmo e voglia di calcio in città. Per il settore giovanile, stiamo contattando Polverino, Paesano e altri, mentre la supervisione sarà affidata a Marco Magni. Sauro Magni invece, si occuperà della prima squadra. Marcello Nannini, rimarrà ad occuparsi dello stadio. Abbiamo chiesto anche a Bellini di rimanere a Pistoia. Nei prossimi giorni parleremo anche con Cioni e tutti gli altri. Ma il punti fondamentali da sciogliere adesso sono quelli relativi al direttore sportivo e al tecnico. Lo faremo nelle prossime ore». Grande entusiasmo, senza proclami, però. «Con i piedi per terra - conclude - come siamo abituati a fare con le nostre aziende, senza fare follie, cercheremo di ottenere il massimo per la Pistoiese».

Tra i progetti c’è anche quello di costruire un grande centro sportivo e quello di spostare la sede della
società nell’immobile di loro proprietà a S.Agostino. Tante cose da fare e poco tempo a disposizione. «Ma è una cosa che sognavamo da tempo - precisa prima di andarsene, Emanuele. Da quando due anni fa facemmo il primo approccio, quella volta non riuscito, del quale voi del Tirreno deste notizia».

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