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Bagno di folla all’Arena Garibaldi per il nuovo Pisa

Presentato anche Daniele Liotti, l’esterno sinistro tesserato proprio ieri  Tanti cori e bandiere: oltre quattromila tifosi affollano la tribuna dello stadio

PISA

Vincerà? Forse, nessuno può garantirlo. Lotterà per la maglia? Questo possiamo sentirci di dirlo. Cori, fumogeni, striscioni e tamburi accolgono il nuovo Pisa all’Arena Garibaldi.

Oltre quattromila tifosi, qualcuno arrivato all’ultimo istante, cantano a squarciagola come in una partita vera e non per una semplice presentazione. Un po’ di code ai tornelli ritardano di almeno venti minuti l’inizio della serata presentata da Marco Guidi che parte alle 20,50 sulle note di «Pisa come ai vecch ...

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PISA

Vincerà? Forse, nessuno può garantirlo. Lotterà per la maglia? Questo possiamo sentirci di dirlo. Cori, fumogeni, striscioni e tamburi accolgono il nuovo Pisa all’Arena Garibaldi.

Oltre quattromila tifosi, qualcuno arrivato all’ultimo istante, cantano a squarciagola come in una partita vera e non per una semplice presentazione. Un po’ di code ai tornelli ritardano di almeno venti minuti l’inizio della serata presentata da Marco Guidi che parte alle 20,50 sulle note di «Pisa come ai vecchi tempi», inno storico degli anni d’oro di Romeo Anconetani. La grande novità della serata è la presenza del nuovo acquisto Daniele Liotti, ma prima spazio alle divise ufficiali: la terza rossa, la seconda gialla e la prima ovviamente nerazzurra.

Prima dei calciatori sfilano i dirigenti, i magazzinieri e i componenti dello staff medico e tecnico. Applausi per il vice allenatore, il pisano Riccardo Taddei, un elemento davvero prezioso per la tattica di mister Luca D’Angelo. Proprio D’Angelo viene accolto dai cori «Noi vogliamo gente che lotta» e «Mister facci entrà giocano gli ultrà», e lui si lascia andare a una promessa: «Al di là dei risultati l’impegno e la voglia di lottare non mancheranno mai. Daremo il massimo e suderemo per la maglia».

Per il diesse Roberto Gemmi c’è una vera e propria standing ovation, forse per il buon lavoro fatto soprattutto in uscita negli ultimi mesi. «Difficile descrivere la grandezza di questo pubblico – dice brevemente Gemmi. – Non vedo l’ora che inizi il campionato, abbiamo tutti bisogno di calcio vero».

Nessun cenno su altri eventuali movimenti di mercato dopo l’arrivo di Liotti. Il presidente Giuseppe Corrado stavolta non è sceso in campo ma è rimasto tutto il tempo in tribuna d’onore ad applaudire e a scandire i cori dei tifosi. Il figlio Giovanni, consigliere delegato, era a bordo campo a incitare e salutare staff e giocatori.

Poi tocca ai giocatori, per ora applausi per tutti: confermati e facce nuove. Samuele Birindelli, alla terza stagione in nerazzurro, viene ormai considerato un giovane vecchio e lui sta al gioco: «È un onore per me vestire ancora questa maglia. Stiamo lavorando per far bene e divertire il nostro pubblico».

C’è tutta la voglia di confermarsi dopo la grande estate e i gol decisivi in Coppa Italia da parte di Roberto Zammarini: «Sono molto contento di essere tornato e voglio proseguire su questa strada». Poi è la volta proprio del terzino goleador Liotti che si presenta con la maglia numero 19. Grande accoglienza per l’austriaco Robert Gucher, rimasto a Pisa nonostante le sirene della B: «Mi sento di dire solo una cosa: faremo di tutto per rendere, insieme a voi, questo stadio un vero fortino».

Parla anche Alessandro De Vitis, giocatore fin qui sacrificato al ruolo di centrale difensivo: «Sono emozionato. L’anno scorso ero arrivato tardi e mi ero perso la presentazione. Mi avevano detto che era qualcosa d’incredibile, ed è la verità». E infine gli attaccanti: Marconi sfila con il 31 e lascia spazio al nuovo capitano e Leader nerazzurro Davide Moscardelli. Barba sempre più lunga e poche parole chiare: «Purtroppo o per fortuna un po’ di esperienza ce l’ho, ma una serata come questa è davvero speciale. Speriamo di fare un bel campionato tutti insieme». Alla fine la squadra si raduna in cerchio davanti ai fotografi per poi tornare a salutare un’ultima volta una folla composta che continua a cantare. E la squadra risponde, sperando di dare le risposte più belle sul terreno di gioco.

ANTONIO SCUGLIA

ANDREA CHIAVACCI

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