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Petrone sì o no? La decisione in dirittura d’arrivo

L’allenatore sta per sciogliere la riserva sulle proposte del club. E c’è da definire il rinnovo di Lisuzzo

PISA. Ancora qualche tassello da sistemare e poi la società dovrebbe rivelare alla città i suoi piani per voltare pagina. Deciso il nuovo Ds, salvo inciampi dell’ultimo momento, va definita la scelta dell’allenatore. Che per il Pisa è Mario Petrone, se accetterà sia le condizioni economiche e la durata del contratto (un anno, rinnovabile), sia l’idea di dover lavorare con un budget, e quindi una rosa, molto più leggero rispetto alla passata stagione.

Non è detto che spendere tanto significhi spendere meglio (il campionato 2017-18 ne è la triste testimonianza), ma è chiaro che meno soldi significa anche meno scelta. Se Petrone dicesse di no, in prima fila c’è Fabio Caserta in possibile uscita dalla Juve Stabia. Va detto che, se accettasse, Petrone dimostrerebbe un attaccamento alla causa che sarebbe sia un bel biglietto da vista per lui sia un esempio per i giocatori, vecchi e nuovi.

E a proposito di giocatori, in questi giorni saranno definite le prime posizioni. Alleggerire il monte stipendi - si parla addirittura di ridurlo del 50% - significa rinunciare a diversi big della passata stagione. Quindi accettare le offerte di altri club per prelevarli (come nel caso di Negro che potrebbe raggiungere il suo maestro Auteri passato al Catanzaro, e di Ingrosso che piace alla Salernitana, anche se il suo stipendio è nettamente inferiore) ed eventualmente prospettare uno “scivolo” ad altri atleti per invogliarli a trovarsi una sistemazione diversa.

Da valutare anche la situazione di Andrea Lisuzzo e Daniele Mannini. Il primo, in scadenza di contratto avrebbe ricevuto dal club la proposta di entrare nel settore tecnico, mentre altri club di serie C lo vorrebbero come calciatore. Lui, a quanto riferisce chi gli è vicino, gradirebbe giocare almeno un’altra stagione nel Pisa prima di appendere le scarpette al chiodo.

E il capitano? Mannini ha ancora un anno di contratto, ma questa per lui è stata una

stagione di sofferenza anche per i ruoli non suoi a cui ha dovuto adattarsi in campo. Probabilmente la sua scelta di rimanere in nerazzurro o svincolarsi dipenderà da quello che gli prospetterà il nuovo allenatore riguardo al suo impiego e al suo “peso” nella squadra. (a.sc.)

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