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Almeno i numeri danno ragione a Gautieri

La sua media punti è stata più alta rispetto ai successori in panchina. Allora la difesa funzionava bene

PISA. Cosa sarebbe accaduto se la società avesse concesso più fiducia a Carmine Gautieri? I numeri, freddi ma sinceri, dicono che il miglior Pisa stagionale è stato quello iniziale firmato dall’ex tecnico del Lanciano (16 lunghezze in 9 sfide). Non è tanto nella media-punti il vero primato dell’ex ala di Zeman rispetto ai suoi due successori. Gli 1.78 punti a partita sono superiori di pochi centesimi rispetto agli 1.64 di Pazienza, mentre sono nettamente più alti degli 1.29 di Petrone. Se escludiamo la gara iniziale con l’Olbia, l’andatura di Gautieri sale a 2 punti per 8 incontri, ripetuta per altro esattamente da Pazienza negli 8 confronti successivi e sfiorata per altrettante giornate dopo la sconfitta con l’Arezzo. Nei valori di picco e nella solidità che emanavano, pur in una squadra che lasciava a desiderare sotto il profilo del gioco, alberga la sensazione che la stessa rosa, non perfetta, con il medesimo, poco amato, allenatore insediatosi a luglio, potesse arrivare più in alto rispetto all’esito della stagione regolare e dei playoff.

Quando la difesa difendeva. Il 4-3-3 di Gautieri, che aveva poco di zemaniano, aveva subìto solo 3 reti in 9 incontri. Dopo le prime 3 giornate senza gol all’attivo, ma con solo un solo dispiacere (l’1-0 ad Olbia), i nerazzurri avevano iniziato, moderatamente, a segnare (7 volte in 7 incontri), continuando a blindare la porta, perforata soltanto altre 2 volte, in modo ininfluente dalla Viterbese e poi nell’1-1 a Lucca. Un centro bastava per vincere una partita, persino in 10 uomini come a Cuneo.

Quattro vittorie di fila. Solo con Gautieri il Pisa, senza brillare, ha vinto 4 partite di fila, filotto richiesto ad una squadra che voglia puntare in alto. Pazienza e Petrone si sono fermati a 2 successi consecutivi. Viterbese, Cuneo, Prato ed Arzachena non saranno state tutte avversarie di primo piano, affrontate tre in casa ed una in trasferta, ma nel ritorno hanno sottratto 4 punti su 12. Gautieri rallentò pareggiando a Lucca e con il Gavorrano, ma Pazienza ha addirittura inchiodato davanti alle medesime rivali, imboccando la via che lo ha condotto all’esonero.

I leader in campo. Gautieri, a differenza dei suoi “eredi”, aveva capito (come l’intera città) che Mannini doveva giocare da esterno alto a sinistra. Lì lo aveva impiegato in 5 partite consecutive, salvo arretrarlo per necessità quando Birindelli alzava bandiera bianca in preda ai crampi. Il capitano lo aveva ripagato con buone prestazioni e due gol, tornando ad essere decisivo. La controprova nel match con il Gavorrano, rimasto congelato sullo 0-0 con Mannini in campo solo nell’ultima mezz’ora. Non potremo mai sapere cosa avrebbe fatto il Pisa se il suo calciatore più rappresentativo avesse giocato costantemente nel suo ruolo naturale. Anche Lisuzzo con Gautieri era un leader inamovibile. Il Pisa di fatto giocava con un centrocampo a 5, offrendo l’habitat naturale a Di Quinzio, in rete ai danni della Viterbese (purtroppo solo nella stagione regolare). Ricordiamo il miglior De Vitis, che poi raramente abbiamo rivisto. Anche Giannone con l’ex romanista in panchina aveva toccato il proprio vertice, con due reti all’attivo nel doppio incontro ravvicinato con Prato ed Arzachena. Agli ordini di Pazienza e Petrone l’ex reggiano non ha più trovato né la porta, né la medesima continuità di impiego e di rendimento. Si potrebbe obiettare che però soffrivano Eusepi e Masucci, il primo isolato in avanti e il secondo defilato da esterno, ma gli stessi attaccanti, insieme a Negro, hanno continuato a vacillare negli ultimi 25 metri sebbene nella seconda metà della stagione il Pisa si sia schierato quasi sempre a due punte.

Tardive rivincite in Toscana. A Pisa, come a Livorno nel 2014-15, Gautieri è stato esonerato quando almeno i punti e la classifica non gli stavano dando torto ed è stato seguito da due

colleghi, che hanno fatto peggio di lui. Anche il Livorno si affidò ad un tecnico delle giovanili, Ezio Gelain, poi rimpiazzato da Christian Panucci. La compagine amaranto non riuscì neppure a conquistare i playoff in serie B.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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