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Possesso palla, sterile supremazia

Nella gara di ritorno è assolutamente necessario dare incisività alla manovra, e sfruttare meglio i calci piazzati

PISA. Non è il tempo di arrendersi ma quello di capire e rimediare. Il Pisa sicuramente è mancato in molti aspetti durante gara uno dei playoff, e domani sera all’Arena Garibaldi dovrà entrare in campo con un altro piglio e soprattutto con un’altra cattiveria negli ultimi 16 metri.

È vero che a Viterbo la squadra nerazzurra ha cercato di imporre il proprio gioco ma si è dimostrata sterile e quasi inoffensiva in avanti. Le statistiche indicano un 62% di possesso palla nel totale dei novanta minuti che si è rivelato inefficace: la squadra ha tirato otto volte verso la porta, ma solo in tre circostanze ha centrato lo specchio. Iannarilli l’unica vera parata l’ha fatta su un tiro di Eusepi a inizio del secondo tempo mentre su De Vitis e Ingrosso non ha dovuto certo sudare. Imprecisioni al tiro ma anche nell’ultimo passaggio.

Gucher e De Vitis hanno provato a pressare i portatori di palla, ma quando la squadra entrava in possesso non riuscivano mai ad alzare il ritmo e a velocizzare il gioco, sfruttando pochissimo le fasce. Mannini terzino non rende, ma con Filippini non al massimo le alternative sono poche e in quel settore si doveva intervenire nel mercato di gennaio. Nulla è perduto ma la poca pericolosità in trasferta sta diventando una costante anche con Petrone: zero gol tra Livorno, Arezzo e Viterbo e gare perse quasi in fotocopia.

Un’altra costante è l’incapacità di far male sui calci da fermo. La squadra si sa che è composta da giocatori che non spiccano a livello fisico, ma calciare 11 angoli dando pochi grattacapi alla difesa Viterbese è troppo poco. Il Pisa nella sua rosa di giocatori che su punizione in passato hanno fatto anche gol calciando direttamente in porta, ma finora non c’è stato qualcuno in grado di fare la differenza e anche sui tiri da lontano non andiamo in gol dalla partita di febbraio a Pontedera con il Prato quando Gucher salvò risultato e faccia contro l’ultima della classe.

I calci piazzati o i tiri da lontano sono una risorsa fondamentale in gare equilibrate, infatti la differenza domenica sera l’ha fatta una punizione dell’ex Sini. Non è un caso: i gialloblu hanno fatto più gol di tutti sulle palle inattive.

Il Pisa proverà a contare sulla forza dei numeri recenti in casa: nelle due partite con Petrone all’Arena sei gol e due vittorie, con il Pontedera addirittura 30 tiri verso la porta.

La Viterbese con Sottili ha ridato equilibrio alla difesa, che però lontano dal Rocchi resta più vulnerabile. Il Pisa ha i mezzi per far male ma vanno trovate soluzioni alternative al fraseggio per sfiancare l’avversario: servono intensità e velocità contro una squadra che potrebbe accusare un po’ di stanchezza viste le 48 partite giocate in questa stagione (è la squadra di C che ha giocato più di tutte) e i tre turni casalinghi sempre vittoriosi dei playoff. Bisognerà attaccare fin da subito prestando però attenzione alle ripartenze e alla rapidità di Calderini e Vandeputte. L’assenza di Jefferson toglie peso all’attacco gialloblu ma il tema tattico non varia di certo con l’assenza dell’ex centravanti del Latina.

Qualcosa invece potrebbe cambiare Petrone. Intanto cercherà di recuperare Lisuzzo al centro della difesa, malgrado Sabotic abbia anche salvato la palla del possibile 2-0, mentre a sinistra partirà titolare quasi sicuramente Filippini. Qualche

dubbio a centrocampo e in attacco, ma è difficile anche pensare a un cambio di modulo visto che il tecnico ha detto più volte che gli spareggi non sono certo il terreno giusto per sperimentare. E quella di domani è una gara che vale una stagione.

Andrea Chiavacci

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