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Un tocco di fantasia per ritrovare slancio

Negro, Giannone, Di Quinzio e Sainz Maza sono le pedine che possono dare il necessario sprint alla manovra

PISA. Con una spruzzata di fantasia il Pisa può scrollarsi di dosso la negatività delle ultime partite e riprendere a marciare in alta classifica. Negro, Giannone, Di Quinzio e magari presto anche Sainz Maza, con il loro talento, possono aiutare a compensare la mancanza di un gioco manovrato. Resta valido un possibile ravvedimento sulla posizione di Mannini, che da ala sinistra potrebbe permettere il passaggio al 4-4-2, valido compromesso tra lo sterile 4-3-3 delle ultime due gare e l’inutilmente spregiudicato 4-2-3-1.

Staticità a centrocampo. Un dato è ormai noto ed irrisolvibile: il Pisa ha un centrocampo di ottimi elementi, forse i migliori della categoria, ma tutti con il medesimo passo, non rapidissimo, senza un vero regista, un incontrista o un mediano di spinta. L’ennesima dimostrazione è arrivata dal match con il Piacenza: la manovra non è mai decollata e il reparto centrale ha sofferto le ripartenze di Morosini (che sfiorò i colori nerazzurri nel 2013-14 ai tempi di Pagliari), buon calciatore di categoria, ma non certo un fulmine di guerra. L’unico centrocampista dotato di sprint, piaccia o no, è Mannini, emulato in parte da Lisi. La riproposizione del capitano in un 4-4-2, magari insieme all’ala, potrebbe restituire dinamismo senza minare la ritrovata compattezza di una squadra, che infoltendo la zona nevralgica del campo ha concesso poco all’Alessandria e al propositivo Piacenza.

Largo ai fantasisti. Negro nel primo tempo e Giannone nella ripresa hanno ravvivato il grigiore di Pisa-Piacenza, propiziando le principali occasioni da gol. Classe e rapidità di pensiero sono ciò che serve per ispirare le punte centrali o concludere in prima persona. Ancora fine a se stessa la classe di Sainz Maza.

Di Quinzio a singhiozzo. Pochi minuti in campo per l’ex comasco, tormentato da un bizzarro destino: quando segna o sforna un assist, spesso poi è relegato in panchina. È capitato dopo il rigore conquistato a Piacenza (novanta minuti tra le riserve con il Livorno), all’indomani del gol al Monza (appena mezzora a Viterbo) e dopo l’assist per la rete di Gucher all’Alessandria. Uno dei giocatori più talentuosi passa continuamente dal campo alla panca, non riuscendo a trovare una compiuta dimensione nel Pisa di Pazienza.

Un centravanti in due. Ferrante ed Eusepi si sono alternati al centro dell’attacco.

Risultato: un’occasione a testa e qualche altra situazione che poteva essere sfruttata meglio da entrambi. Il totale non è disprezzabile. Due centravanti in progresso, alla ricerca della migliore condizione atletica.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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