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Coppa del Mondo, il bilancio è positivo

Scherma paralimpica: i complimenti della Federazione al Pisascherma

PISA. Calato il sipario sul 4° “Trofeo Torre Pendente”, valido come tappa di Coppa del Mondo di scherma paralimpica, organizzato in maniera impeccabile dall’Unione Sportiva Pisascherma, è il momento di trarre i bilanci. E questi sono positivi sotto ogni punto di vista: a livello organizzativo, visto che sulle pedane del palazzetto del Cus di via Chiarugi si sono affrontati circa 200 atleti di ben ventidue Nazioni; a livello sportivo, perché l’Italia (con quattro ori, due argenti ed altrettanti bronzi) ha dominato nel medagliere dimostrando ancora di più di essere ormai entrata nel “gotha” della scherma paralimpica.

Soddisfatto il vicepresidente della Federazione, il lucchese Paolo Azzi: «Quella organizzativa è una macchina, ormai, perfettamente oliata. Tutto funziona bene e le delegazioni straniere sono sempre contente di come vengono trattate e considerate. Il livello schermistico tende verso l’alto. Ci sono stati buoni risultati ed abbiamo visto molti atleti in crescita. Anche la presenza di pubblico nelle tre giornate è stata notevole. Tutti hanno seguito le gare con entusiasmo. Se è vero che Bebe Vio ha fatto da traino è anche vero che ora in Italia c’è un vero e proprio movimento vivace che cresce in modo esponenziale».

«Dopo l’exploit dei Mondiali di Roma dello scorso novembre - prosegue Azzi - non era facile confermarsi. Lo abbiamo fatto e ne siamo felici. Abbiamo tre ottimi commissari tecnici: da toscano sono felice che due, Simone Vanni e Francesco Martinelli, siano pisani ed uno, Marco Ciari, livornese. Il risultato finale è assolutamente positivo. Abbiamo avuto ottime risposte dalle istituzioni che ci hanno dato un supporto importante ed i risultati si sono visti».

Molto soddisfatto anche Giovanni Calabrò, presidente dell’Unione Sportiva Pisascherma che ha organizzato la manifestazione: «Ancora una volta abbiamo avuto il plauso dalla Federazione. Questo per noi vuol dire molto ed accresce il nostro orgoglio. È ovvio che un’iniziativa del genere, per riuscire bene, ha bisogno di tanti piccoli tasselli che vadano correttamente al loro posto. Il primo di questi tasselli è quello rappresentato dall’Università, che ci permette di usare le strutture del Cus Pisa. Poi un grazie deve andare alle Pubbliche Assistenze ed alle Misericordie che si sono avvicendate in questi tre giorni di gara. Grazie al loro aiuto i ritmi di gara sono stati snelliti. Grazie anche ai paracadutisti, ai Carabinieri del Battaglione Tuscania ed alla Croce Rossa. Sono stati fondamentali nella logistica e nel trasporto di atleti e carrozzine. Ovvio che un’iniziativa del genere sia supportata dal Comune: vorrei dire grazie anche alla Società della Salute che, nella persona della presidente ed assessore al sociale Sandra Capuzzi, ci è sempre stata vicina. Un ruolo fondamentale lo ha avuto la Fondazione Pisa, visti gli altissimi costi per organizzare gare come questo. E grazie anche agli sponsor, in particolare a Pharmanutra di Roberto Lacorte che segue tutti gli sport specie quelli per disabili». Dunque, un livello di piena soddisfazione da parte dell’Unione Sportiva Pisascherma, che nell’organizzazione manifestazioni di questo rilievo si assume oneri ed onori, e soprattutto grandi responsabilità.

Il prossimo anno, ricorda Calabrò, «la gara sarà valida come qualificazione olimpica ed avremo un 30-40% di atleti in più ed il livello della manifestazione sarà ancora più alto, anche se già questo è stato di ottimo livello. Per dire quanto sia già alto voglio svelare un piccolo retroscena: giovedì era sciopero, tutte le compagnie aeree si sono prodigate per far sì che gli aerei atterrassero a Pisa. Una in particolare, saputo

che a bordo c’erano 35 atleti in gara il giorno dopo, ha forzato un po’ la mano e l’aereo è atterrato in perfetto orario. Questo a dimostrazione dell’importanza della manifestazione che sta diventando un vanto per la città».

Fabrizio Del Pivo

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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