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una statistica curiosa 

Il paradosso del Pisa: se segna più di un gol soffre sempre dietro

PISA. A Pontedera contro il Prato il Pisa torna a subire gol dopo 483’ di imbattibilità, e ne incassa due in colpo solo, nella stessa gara in cui riassapora il gusto di gonfiare per due volte la...

PISA. A Pontedera contro il Prato il Pisa torna a subire gol dopo 483’ di imbattibilità, e ne incassa due in colpo solo, nella stessa gara in cui riassapora il gusto di gonfiare per due volte la rete avversaria.

Almeno nei numeri le due fasi di gioco raramente si sono messe d’accordo. Segnare ripetutamente in un incontro senza concedere qualcosa agli avversari è un’impresa che alla squadra di Pazienza è riuscita solo una volta negli ultimi 3 mesi, nel 2-0 inflitto all’Olbia alla prima gara di ritorno, con 2 reti in apertura, seguite da una ripresa trascorsa prevalentemente in retroguardia a contenere le offensive sarde.

Gli altri tre successi ottenuti negli ultimi nove incontri (su Livorno, Monza e Cuneo), mescolati a due 0-0 (a Siena e a Viterbo), sono stati conquistati con il minimo scarto, centrando un gol e soffrendo, anche oltre il dovuto, per difenderlo.

Quando invece il Pisa ha prodotto in abbondanza, spesso ha dovuto prestare il fianco agli avversari: 8 reti siglate complessivamente fra il derby di Carrara, e quelli interni con Pistoiese e Arezzo, ma 8 anche quelle subite e solo 4 punti complessivi (una vittoria, un pareggio e una sconfitta). Tanti gol e pochi rischi solo in due trasferte della gestione Pazienza, sui campi dell’Alessandria (vittoria per 0-2) e Pro Piacenza (0-3).

ABBASSARSI O RISCHIARE? Giocando con due esterni d’attacco e due giocatori di costruzione in mezzo al campo, segnare e subire gol non può essere sorprendente e neppure a priori negativo, a patto che l’attivo superi il passivo.

Con tante ali e nessun incontrista il Pisa è portato a rischiare, a meno non si abbassi in blocco dietro la linea della palla come spesso, prima di domenica scorsa, è accaduto nelle seconde metà delle partite, facendo densità davanti all’area di rigore e limitando

i danni, a costo di lasciare l’iniziativa agli avversari.

Trovare l’equilibrio fra i due estremi è fondamentale ora che i nerazzurri sono chiamati a vincere il maggior numero di partite, per recuperare una delle prime tre posizioni. (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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