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Con “gli occhiali” si può vedere bene soltanto da vicino

Troppi 0-0 nel cammino del Pisa, ben sette gare senza segnare: al Livorno è successo solo una volta

PISA. I punteggi “ad occhiali” non aiutano a guardare lontano in classifica. Uno 0-0 regala sempre un mezzo sorriso, perché almeno la fase difensiva può dire di aver fatto al massimo il proprio dovere.

Sappiamo bene però dallo scorso anno che i successi della retroguardia non bastano neppure per salvarsi, se non sono corroborati da un’adeguata produzione dell’attacco.

Compresa la sconfitta del debutto ad Olbia, il Pisa ha chiuso 7 gare senza segnare, un terzo di quelle disputate. Il Livorno invece è rimasto a digiuno solo all’Arena Garibaldi. Ecco un’altra chiave di lettura del distacco di 13 punti fra i nerazzurri e la vetta.

DISCONTINUITÀ IN FORMAZIONE. Pazienza ha confermato l’undici titolare solo in un caso, a Pontedera dopo il derby di Livorno, ma con il “peccato originale” di posizionare Mannini in difesa, accontentandosi anche allora di un pari. Gli 0-0 spesso sono stati preceduti da scelte che hanno fatto discutere. Gautieri ha impiegato tre partite (tutte senza reti all’attivo) per rendersi conto che Mannini non poteva giocare terzino, ma poi con il Gavorrano lo ha inizialmente escluso, insieme ad Eusepi, scavandosi la fossa. Sul campo del Piacenza il Pisa di Pazienza cambiò uomini e modulo, accantonando momentaneamente il 4-4-2 vittorioso ad Alessandria e incorrendo in un nulla di fatto.

GOL E ASTINENZA. Pazienza a Siena ha sorpreso tutti ancora una volta, depennando Umberto Eusepi dalla squadra titolare.

Fuori il capocannoniere di squadra e sciolta l’accoppiata Eusepi-Negro, che aveva mandato ko l’Olbia facendo il pieno di entusiasmo. Nella città del Palio i due attaccanti non hanno giocato un solo minuto insieme, avvicendandosi nella ripresa e incappando entrambi in una giornata grigia.

Il terzo incomodo Masucci non ha demeritato, inestimabile dal punto di vista tattico per far salire la squadra, ma non sigla dal 10 novembre.

Solo in un’altra occasione la coppia d’attacco aveva trascinato il Pisa alla vittoria: a Carrara segnarono Eusepi (2 reti) e Masucci (al suo ultimo centro).

Curiosamente anche in quel caso le due punte, pur schierate una accanto all’altra dal primo minuto, rimasero a secco nella gara successiva chiusa sullo 0-0 (Pisa – Giana Erminio).

ATTACCHI VELOCI. Per la quarta volta il Pisa ha puntato dal 1’su un attacco rapido, senza un vero centravanti come Eusepi.

Questa formula non ha prodotto risultati concreti, come contro l’Arzachena (dopo il vantaggio iniziale di Giannone, il vuoto), con il Gavorrano (0-0) e a Carrara (dove la gara è stata ribaltata sul 3-2 grazie all’ingresso di Re Umberto).

Negro è senz’altro veloce, ma non è un contropiedista, prediligendo la palla al piede e non amando partire da lontano. Non è un caso che abbia segnato le sue due reti in casa, dove è sostenuto dalla squadra e può ricevere la sfera negli ultimi 25 metri per armare il suo ubriacante dribbling nello stretto.

POCHI GOL DALLA PANCHINA. Soltanto tre reti sono state segnate da calciatori subentrati, due siglate da Eusepi a Carrara e una, platonica, di Negro con l’Arezzo.

Le mosse della panchina non incidono molto in zona-gol,
quindi diventano decisive le scelte iniziali.

Nessuno spacca le partite svestendo la tuta (salvo qualche acuto di Giannone), come invece due stagioni fa sapeva fare Diego Peralta, impiegato quest’anno con il contagocce.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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