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I derby più insidiosi? Quelli affrontati da squadra favorita

Il Pisa al Mannucci ha rischiato di fare come il Livorno nella partitissima di sette giorni prima all’Arena  

PISA. Una grande squadra per dimorare stabilmente in vetta, o per ambire a raggiungerla, deve essere sempre animata da determinazione e carica agonistica, anche e soprattutto nelle partite più infuocate e quando è favorita dai pronostici.

Una verità, espressa a chiare lettere dagli ultimi sei anni della Juventus, per il Pisa è stata suffragata da prova e controprova nel giro di una settimana. Il team nerazzurro, che aveva sorpreso il Livorno con una prestazione di straordinaria intensità, ha commesso allo stadio Mannucci gran parte degli errori in cui era incorso il team amaranto, uscendo dall’Arena Garibaldi con un pugno di mosche.

In entrambe le partite un lento giro-palla della formazione più quotata si è scontrato con la fame di risultati e l’estrema attenzione tattica dei rivali, pronti a chiudere ogni varco e a ripartire in velocità. Il Pisa ha interpretato entrambe le parti in commedia nell’arco di otto giorni, riuscendo, a differenza del Livorno, almeno a rimediare un pareggio nel match in cui non ha brillato.

INCREDIBILI COINCIDENZE. I due derby, cronometro alla mano, sono stati estremamente simili nelle evoluzioni. A Pontedera il Pisa è andato sotto al 31’, più o meno allo stesso minuto della rete di Eusepi al Livorno. Due centri meritati, tutt’altro che casuali, contro avversari (il Livorno all’Arena, il Pisa al Mannucci) che avevano creato qualcosa in avanti, ma che non avevano impresso un sufficiente ritmo alle proprie azioni, uscendo spesso sconfitti nei contrasti o nella caccia alle seconde palle. Nella ripresa la favorita in difficoltà ha rotto gli indugi, alzando il tasso offensivo dello schieramento. Il Livorno all’Arena ha lanciato l’attaccante Maiorino al posto del centrocampista Giandonato al 12’ st, passando ad una sorta di 4-2-4. Pazienza ha fatto altrettanto e con la medesima tempistica, facendo alzare Negro dalla panchina all’11’ st al posto di De Vitis.

Mosse, che insieme ad una ritrovata determinazione, hanno cambiato l’inerzia delle due partite, costringendo la controparte sulla difensiva. Il Pisa ha coronato la spinta in avanti con il pareggio all’86’, circa allo stesso istante del gol (giustamente) annullato a Doumbia. A suonare la carica gli elementi più esperti: un tiro di Valiani aveva pescato Doumbia
(sebbene oltre la linea dei difensori nerazzurri), mentre dalla medesima posizione, sul centrodestra al limite dell’area, Mannini, finalmente libero di offendere, ha scodellato la palla che il granata Spinozzi ha spedito nella propria porta.

Massimo Berutto

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