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Pontedera, il nodo del 30 per cento delle quote

Il Comune vuole cedere il suo pacchetto ai futuri nuovi proprietari, ma l’attuale dirigenza non ci sta

PONTEDERA. Silenzio stampa che vince non si cambia. Sembra ci sia una sorta di convinzione che questa pratica adottata dalla società per soci e tesserati possa portare fortuna alla squadra che questo weekend osserverà il riposo, aspettando lunedì 23 ottobre per la notturna con la Pistoiese dell’ex Paolo Indiani. Ma a tenere banco, in questi giorni, sono i tentativi di capire chi potrà subentrare all’attuale dirigenza, vista l’intenzione di cedere la società. Tra voci che si rincorrono e parziali smentite, c’è il nodo del 30% di quote detenuto da una persona fiduciaria del Comune e che sono arrivate a Palazzo Stefanelli dopo l’uscita degli imprenditori proprietari della Biancoforno.

Gli attuali soci hanno chiesto all’amministrazione comunale di ripartire quella che, singolarmente, rappresenta la fetta più grossa. La risposta è stata picche e l’intenzione, secondo quanto filtra dalle stanze del municipio, è di offrirla alla nuova proprietà, «non certo a chi ha deciso di abbandonare la barca». Sta di fatto che questo 30% può rappresentare un’anomalia, visto che è (di fatto) in mano ad una pubblica amministrazione, ma può anche rappresentare una garanzia per la città che guarda da vicino le sorti di un club storico il cui futuro è ancora tutto da scrivere.

Su queste quote ci sono state frizioni tra soci del Pontedera e Comune di Pontedera. La sensazione è che cambierebbe poco in chiave “volontà di cedere la società” se venissero ripartite tra gli attuali imprenditori che sostengono la squadra. Ma che si tratti di un elemento che non aiuta a risolvere la matassa è altrettanto evidente.

Tra i nomi d’interessati a entrare nella società, c’è anche quello della famiglia Pantani, proprietaria della catena di negozi per l’infanzia Idealbimbo. Maurizio Pantani, rispetto alla voce che vedrebbe lui e suo padre intenzionati a impegnarsi in prima persona nel Pontedera, spiega che «ad oggi, se ci fossero già nuovi soci o fosse rilanciato il progetto di quelli attuali, saremmo disposti ad aiutare il Pontedera, con un impegno più concreto
nel settore giovanile. Siamo disposti a parlarne, ma solo per le squadre del settore giovanile».

Intanto, ieri sera un imprenditore sarebbe stato accompagnato a vedere gli impianti sia dell’Oltrera che dello stadio “Ettore Mannucci”. (a.q.)

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